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martedì 15 gennaio 2013

Arriva un giorno

Arriva un giorno, nella vita di ogni madre, in cui tuo figlio va in bagno da solo, e torna trotterellando e dice tutto fiero "Mamma, sono andato in bagno da solo e non mi sono pulito!".

Arriva un giorno in cui quel figlio vuole sapere che lavoro fanno tutti quelli intorno a lui, in cui ti chiede cosa fa un falegname e tu glielo spieghi e lui ti dice che vuole fare il dottore, e tu gli rispondi che sarebbe meglio il falegname, perchè tutti i tuoi amici medici - che nel tuo immaginario deviato dopo 9 serie di Grey's Anatomy salvano vite - ti hanno assicurato che no, abitualmente non salvano vite e che no, non trombano tra colleghi in lavanderia camici a ogni pausa.

Arriva un giorno in cui quel figlio non vuole più che tu lo prenda in braccio per portarlo a nanna perchè "so andarci da solo, mamma".

Arriva un giorno in cui, dopo 3 anni e passa di strenua educazione pacifista e antimilitarista (e soli 3 mesi di scuola materna), tuo figlio va in giro con le manine posizionate a pistola fingendo di sparare a chiunque, e tu ti dici che alla fine viviamo nel mondo in cui viviamo e che nei film di Tarantino non fanno che sparare e a te piacciono, i film di Tarantino, e quindi prima o poi bisogna che gliela spieghi, questa cosa delle armi, perchè fingere che non esistano non funziona.

Arriva un giorno in cui tuo figlio vuole sapere perchè non può mangiare le caramelle, uno in cui ti chiede quali altre squadre esistano al mondo oltre all'Inter, uno in cui ti dice che vuole mettersi solo le calze che arrivano al ginocchio, uno in cui ti racconta che un suo compagno d'asilo gli ha lanciato un gioco in faccia sbregandogliela ma che gli ha chiesto scusa, e quindi non è successo niente.

Ma soprattutto, arriva un giorno in cui tuo figlio ti chiede a bruciapelo i nomi dei 7 nani: e tu balbetti, arranchi, abbozzi, dissimuli, ma alla fine, cazzo, non li sai.
E lui ha imparato a contare fino a 7.
Ti sforzi, riprovi, e te ne manca sempre uno.
E tu pensi, citando tra te e te Pretty Woman, "stronzi nanetti!".

Ps: Eolo. Era Eolo. Per colpa di Eolo il Bruco non crede più che io sia quella rassicurante figura materna che ha sempre una risposta a tutto. Grazie Eolo. Fanculo, Eolo.

(Si possono insultare i 7 nani su un mommyblog? E' troppo tardi? Ok.)

martedì 29 novembre 2011

Le donne i cavalier l'arme gli amori

Soprattutto la seconda che hai detto, almeno per l'Interista che, oltre a vedere tutto sotto una luce nerazzurrina, è rimasto fermo più o meno al Medioevo. Quanto a immaginario, s'intende.
Sogna un mondo popolato di cavalieri, singolar tenzoni, battaglie senza fucili all'insegna dell'onore, e anche perchè no, draghi e magia (il Fantasy è la sua seconda malattia pur non essendo mai stato un vero nerd).
Sarà anche per questo che abbiamo chiamato nostro figlio col nome di un paladino, innamorato, coraggioso e folle, immerso nell'epica della sua vita, eroe per eccellenza dell'intera tradizione letteraria occidentale.

Dopodichè, il Bruco per il momento non è ancora entrato in contatto nè con l'idea di cavaliere nè tantomeno con quella delle armi, nonostante il fatto che ieri mattina all'asilo il compagno di classe Aaron Smith si sia presentato con un mitra giocattolo (??!!? O_o).
Solo donne e solo amori, per il momento, com'è sacrosanto.
Poi nel pomeriggio mi arriva una mail con oggetto "Ci iscrivo il Bruco".
All'interno, solo un link: Scuola di Spada Medievale Cavalieri di Ranaan Milano.

Per consolarmi mi sforzerò di pensare che, senza cavalieri, i cantastorie avrebbero avuto molte meno storie da raccontare.