Visualizzazione post con etichetta craftwork. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta craftwork. Mostra tutti i post

lunedì 17 dicembre 2012

Specchio specchio delle mie brame...

Al Nido trovi un po' ogni sorta di madri: quasi tutte sono di corsa, molte sono spettinate, alcune sono solo alla seconda tappa del giro consegna-figli, quasi tutte hanno le occhiaie e poche si ricordano come si chiamano.
E' l'effetto lattante, che per qualche mese o qualche anno (nel mio caso la seconda) ti riduce l'esistenza a una poltiglia dolciastra e indistinta con qualche serata di occasionale divertimento.
Poi ci sono anche le supermamme, quelle che alle 8 del mattino si presentano truccate e col tacco 12 all'ingresso dell'asilo, quelle che poi corrono in ufficio e sono altamente performanti, e che prima di sera vanno pure in palestra.
Ma di queste stronze parleremo un'altra volta.

Poi arrivi alla Scuola Materna. E tutto cambia. Quasi.
Qualche esponente del capello spettinato e tacco -12 c'è sempre (io tengo alto il valore della categoria) ma la tendenza generale è di un generico relax.
Almeno così mi era parso fino a pochi giorni fa.
Poi ho girato l'angolo e ho visto il "cantuccio dei lavoretti".

Flashback.
Alla riunione di classe a inizio mese viene comunicato a tutte le mamme di fare un lavoretto per Natale insieme al loro bimbo. Io non è che sia una grande esperta di craftwork, pur amandolo molto in via teorica e acquistando spesso prodotti artigianali.
Però, vabbè, s'ha da fà.
La domenica sera prima della consegna mi si accende la lampadina e mi ricordo (pessima) che per l'indomani serve il lavoretto.
Convoco il Bruco, ritagliamo un alberello di cartone da un ex imballaggio mobili, glielo faccio dipingere con le tempere e lo decoriamo con materiali di riciclo, tappi, fagioli secchi, quello che ho reperito in casa.
Non che sia uscita una meraviglia, però l'abbiamo fatto insieme.

Poi la mattina dopo lo portiamo, lo consegnamo, grazie grazie della maestra, io sto per andarmene quando sento la voce della bidella: "Però quelle della classe azzurra sono molto più creative".
Scusa??? No, dico, scusa????!!
Avete presente quando Griff dice "fifone" a Marty McFly? Quello.

La bidella ammicca al corridoio, io giro l'angolo e vedo.

Presepi in muschio vero e pelle umana con laghetti artificiali e pecore candite, renne di legno e rametti intarsiati oro come se piovesse, slitte adormate di frutti di bosco e noci come se non ci fosse un domani, alberi a grandezza naturale con rami decorati cuccagna style.
E capisco.
I lavoretti di Natale sono la versione per mamme dell'elezione per la Reginetta di bellezza.
E 'sticazzi.

Domanda numero uno: ma queste dove ce l'hanno il tempo?
Domanda numero due: quanto hanno speso in colorificio?
Domanda numero tre: i loro figli cosa facevano mentre le suddette creavano questi capolavori di craftwork natalizio?

E poi niente, mi son girata verso il nostro alberello sfigato e ho pensato che quando non ce l'hai nel DNA, di fare la Reginetta di bellezza, non ce l'hai nè a quindici anni nè a trentaquattro.

Però sai che c'è? L'anno prossimo baro anch'io e porto una versione a grandezza umana di quel ciccione di Babbo Natale con tutte le renne, gli elfi, e le slitte di 'sta ceppa.

(scherzo. forse.)