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mercoledì 11 dicembre 2013

A qualcuno piace verde

Tanto tempo fa, quando io e l'Interista vivevamo in un confortante ménage childfree privo di orari, vincoli, responsabilità, stagioni e quant'altro ti ricordi ogni giorno che "tempus fugit - la vita è breve - moriremo tutti", in quel tempo dicevo, il Natale era un po' diverso da com'è adesso.
Di fare l'albero con le luci e le palline non me lo sognavo neanche, tantomeno di cucinare per il pranzo: però il Natale ci piaceva, tanto che l'Interista passava la notte del 24 vestito da Babbo portando regali ai bambini più sfortunati per un ente benefico (secondo me gli piaceva perchè era l'unico giorno dell'anno in cui poteva dire di essere dotato di barba).
Il Natale ci piaceva, tanto che comprammo, a un mercatino, come unico addobbo da famiglie senza figli, uno splendido Babbo Natale di pezza da appendere fuori dalla porta. Verde.

Poi è arrivato il Bruco, quest'anno più conscio che mai dei riti natalizi: ha voluto un calendario dell'avvento (...), l'albero, le luci, le palline, e tutto il resto.
In uno scatolone ho ritrovato anche il nostro Babbo Natale verde, e l'ho appeso fuori dalla porta.
Sconcerto e disappunto sul volto del biondo quattrenne.

"Mamma, questo non è Babbo Natale"
"Come no? Ha la barba, il cappello a punta, il nasone arrossato dal freddo..."
"Ma perchè è verde?"
(vabbè, ho pensato, gli racconto la vulgata: poi quando crescerà potrà fare le sue ricerche ad hoc")
"Perchè in principio, quando abitava al Polo Nord, Babbo Natale era vestito di verde. Poi un anno la Coca Cola lo ha assoldato per fare la pubblicità, e lo ha vestito di rosso. E da quel momento è rosso"
"E perchè il nostro allora è verde?"
"Amore, ma non ti piace? E' bellissimo!"
Non risponde.

Stamattina, a scuola.

"Buongiorno, signora! Tutto bene?"
"Sì, grazie..."
"Senta ma che addobbi mirabolanti avete voi a casa?"
"Oddio, perchè?"
"Orlando ha detto che avete un Babbo Natale verde che quando beve la Coca Cola diventa rosso"
"Ha detto così? Ah. Ok. No, è che... sa, è un bambino molto fantasioso"

Che poi pare che non sia neanche del tutto vera, questa storia della Coca Cola.
E comunque spiegatelo voi, a uno di quattro anni, cos'è il marketing.
Soprattutto, trovatela voi una buona motivazione per fargli accettare il fatto che il suo Babbo Natale è verde, mentre gli altri ce l'hanno tutti rosso.


giovedì 20 dicembre 2012

Brandelli di Natale

"Mamma, Babbo Natale  e la Befana sono sposati?"
(panico)
(che gli dico?)
(ma soprattutto: sono felicemente sposati, separati in casa o hanno già divorziato?)

"Mamma, la Befana se non sono bravo mi porta il carburante?"
"Bruco, si chiama carbone..."
(magari portasse il carburante)

"Mamma io fino a Natale voglio mettermi la maglietta dell'Inter"
"Bruco, sarebbe meglio di no"
"Perchè?"
"Perchè a scuola non è indicata"
"Allora la tengo sopra il pigiama"
"No. Cioè, no"
"Perchè?"
"Perchè... ci sudi. E poi va lavata ogni tanto. Ti metto quella a strisce orizzontali nere e azzurre"
"No, io vojo quella con lo stemma e col baffo"
(aiuto. ha solo 3 anni)

E poi ieri c'è stata la festa di Natale all'asilo, questo Natale che è il primo di cui ti rendi veramente conto e che noi non è che l'avessimo mai tanto festeggiato e invece adesso facciamo l'albero e prepariamo pacchettini per quegli amici che ci stanno sempre vicini e cospargiamo di colla tutto il parquet ma non importa.

E niente, a me i lustrini non è che mi piaccian tanto, e tutto lo spreco che si fa, e le convenzioni, le mail di auguri coi gattini travestiti da Babbi Natale che t'intasano la posta, le cene aziendali volemose bbene, i lavoretti a casa, la gatta che si mangia i rami del finto abete e poi vomita, il pranzo infinito, i canditi scartati e mille altre cose che tutti gli anni mi danno da pensare.

Però, lo devo dire, ieri quando sono entrata nel cortile della scuola e ti ho visto che cantavi la canzone delle renne, col tuo cappello da Spiderman e lo sguardo perso chissà dove, insieme ad altri cinquanta bimbetti tutti infagottati e qualche educatrice indefessa, mi sono commossa.

Soprattutto quando hai visto che ero lì, in mezzo agli altri genitori, e il tuo musetto si è allargato in un sorriso che nessuno mai me l'ha fatto, un sorriso così. E mi hai indicata col ditino e sei rimasto immobile con l'indice puntato a dire "eccoti, ti ho trovata e non ti mollo più".
Che babbazzo che sei.
E soprattutto che babbazza che sono io.
E vabbè, Buon Natale allora. 

Ps: Come da tradizione, alla lotteria di Natale non abbiamo vinto niente.
Pps: A Babbo Natale il Bruco ha chiesto: un'escavatrice gialla, una caserma dei pompieri, e un barattolo di miele "che me lo mangio tutto io intero".
Ppps: Io mi accontenterei che il pranzo con lo zio Davide e lo zio Jonny andasse un po' meglio dello scorso anno.

lunedì 17 dicembre 2012

Specchio specchio delle mie brame...

Al Nido trovi un po' ogni sorta di madri: quasi tutte sono di corsa, molte sono spettinate, alcune sono solo alla seconda tappa del giro consegna-figli, quasi tutte hanno le occhiaie e poche si ricordano come si chiamano.
E' l'effetto lattante, che per qualche mese o qualche anno (nel mio caso la seconda) ti riduce l'esistenza a una poltiglia dolciastra e indistinta con qualche serata di occasionale divertimento.
Poi ci sono anche le supermamme, quelle che alle 8 del mattino si presentano truccate e col tacco 12 all'ingresso dell'asilo, quelle che poi corrono in ufficio e sono altamente performanti, e che prima di sera vanno pure in palestra.
Ma di queste stronze parleremo un'altra volta.

Poi arrivi alla Scuola Materna. E tutto cambia. Quasi.
Qualche esponente del capello spettinato e tacco -12 c'è sempre (io tengo alto il valore della categoria) ma la tendenza generale è di un generico relax.
Almeno così mi era parso fino a pochi giorni fa.
Poi ho girato l'angolo e ho visto il "cantuccio dei lavoretti".

Flashback.
Alla riunione di classe a inizio mese viene comunicato a tutte le mamme di fare un lavoretto per Natale insieme al loro bimbo. Io non è che sia una grande esperta di craftwork, pur amandolo molto in via teorica e acquistando spesso prodotti artigianali.
Però, vabbè, s'ha da fà.
La domenica sera prima della consegna mi si accende la lampadina e mi ricordo (pessima) che per l'indomani serve il lavoretto.
Convoco il Bruco, ritagliamo un alberello di cartone da un ex imballaggio mobili, glielo faccio dipingere con le tempere e lo decoriamo con materiali di riciclo, tappi, fagioli secchi, quello che ho reperito in casa.
Non che sia uscita una meraviglia, però l'abbiamo fatto insieme.

Poi la mattina dopo lo portiamo, lo consegnamo, grazie grazie della maestra, io sto per andarmene quando sento la voce della bidella: "Però quelle della classe azzurra sono molto più creative".
Scusa??? No, dico, scusa????!!
Avete presente quando Griff dice "fifone" a Marty McFly? Quello.

La bidella ammicca al corridoio, io giro l'angolo e vedo.

Presepi in muschio vero e pelle umana con laghetti artificiali e pecore candite, renne di legno e rametti intarsiati oro come se piovesse, slitte adormate di frutti di bosco e noci come se non ci fosse un domani, alberi a grandezza naturale con rami decorati cuccagna style.
E capisco.
I lavoretti di Natale sono la versione per mamme dell'elezione per la Reginetta di bellezza.
E 'sticazzi.

Domanda numero uno: ma queste dove ce l'hanno il tempo?
Domanda numero due: quanto hanno speso in colorificio?
Domanda numero tre: i loro figli cosa facevano mentre le suddette creavano questi capolavori di craftwork natalizio?

E poi niente, mi son girata verso il nostro alberello sfigato e ho pensato che quando non ce l'hai nel DNA, di fare la Reginetta di bellezza, non ce l'hai nè a quindici anni nè a trentaquattro.

Però sai che c'è? L'anno prossimo baro anch'io e porto una versione a grandezza umana di quel ciccione di Babbo Natale con tutte le renne, gli elfi, e le slitte di 'sta ceppa.

(scherzo. forse.)


venerdì 30 dicembre 2011

Aspettando l'apocalisse

Caduta del Governo Berlusconi IV a parte, il 2011 a casa di Orlando sarà ricordato per i seguenti motivi:
1) ilBruco ha esordito in gennaio con un risicato "ma-mma" e conclude con un "non ci posso cledele, si è pelso l'olso glissli", annoverando nel suo vocabolario parole del calibro di picciolo, Chet Baker, orso grizzly e persino un paio di congiuntivi - sulla R ci stiamo lavolando ;)
2) l'Interista ha coronato uno dei suoi sogni di vecchia data, cioè abbonarsi a Sky e vivere ogni singolo istante della sua vita con la pupilla riflettente un campo verde con dei piedi che calciano una palla - salvo sconfitte clamorose della beneamata che lo portano ad impallarsi per ore su canali tipo "travel&living" o "passione pesca".
3) la casa di Orlando ha cambiato casa ma è rimasta la stessa, tranne che i metri quadri di pavimento da pulire sono molti di più

Regali natalizi improbabili a parte, l'ultima settimana dell'anno a casa di Orlando sarà ricordata per i seguenti motivi:
1) un amico degli zii del Bruco, la sera di Natale, è stato rinvenuto nel bagno della casa di famiglia infilato fino ai gomiti nel water mentre cercava di sturarlo dopo averlo intasato con un mix letale di produzione fecale postnatalizia e carta igienica (ndr, il tizio in questione nella vita fa l'idraulico, e vi giuro che è TUTTO VERO)
2) la lavatrice si è rotta allagando la cucina mentre l'Interista la guardava impassibile con un punto di domanda sulla testa, cercando di capire come spostarla col noto senso pratico che contraddistingue certi professionisti della parola
3) la caldaia è andata in corto circuito ("Papi, ho fleddo..." "Dai dai, gli Spartani non avevano l'acqua calda")
4) l'unica auto che possediamo, il nostro Caronte che traghetta ogni giorno l'Interista ad Appiano Gentile, si è rotta dopo soli 2 anni di vita insieme
5) il Bruco ha contratto una malattia del cazzo ma con un nome orrorifico (coxackiosi) e tutti i nostri amici si sono autoeliminati dal cenone di capodanno che neanche in Contagion di Soderbergh.

Quando saremo nel 2012 e tutto ricomincerà a funzionare (vero??!!!) vi aspettiamo per un tè, a casa di Orlando. Buon anno a tutti.

martedì 27 dicembre 2011

Per fare il pane ci vuole un kiwi (Cronache post-natalizie parte prima)

Tra i vari doni che il Babbo più famoso del mondo ci ha recato a domicilio quest'anno fregandosene del contenuto della letterina che gli abbiamo recapitato ci sono:
- un pinguino-salvadanaio a grandezza naturale che mi ha già mangiato più monetine di una slot machine ("Soldino, mamma!" è il mantra delle ultime 48 ore)
- un mini-set per fare il caffè e della frutta di legno che l'Interista ha guardato con sospetto in quanto giochi non sufficientemente virili (considerare che nel suo mondo solo la palla è virile)
- una baby divisa nerazzurra di tre taglie più grande (tanto per controbilanciare)
- dei bulbi di tulipano che il Buon Vecchietto ci ha spedito dall'Olanda nella pausa tra un coffeeshop e l'altro (e che abbiamo piantato all together proprio il giorno di Natale)
- un pezzo di pasta madre

Già, un amico ci ha fatto dono di un pezzo di pasta madre, che poi sarebbe il lievito naturale, quello che usano i fornai per fare il pane e la focaccia e via dicendo (che poi mi dicono che neanche più i fornai lo usano, ormai, perchè la lievitazione naturale è troppo lenta).
Superato l'entusiasmo iniziale, posiziono il "blob" in un contenitore di vetro dentro il frigo e faccio un giro sul web cercando le istruzioni per l'uso.
Improvvisamente vengo colta da ansie stile "ho partorito ieri e non so cosa fare": la temperatura del frigo sarà giusta? Ogni quanto dovrò dargli da mangiare? E' abbastanza asciutta o è troppo umida? Starà crescendo abbastanza?
Fermi tutti: forse ho avuto un secondo figlio e non me ne sono accorta?!?
Già perchè questo "blob" è piuttosto impegnativo: ogni due giorni bisogna rinfrescarlo con una parte di farina e mezza d'acqua, e poi se vuoi impastarci il pane lo devi fare prima di andare a lavoro perchè deve lievitare tutto il giorno.
Insomma una vitaccia di stenti, come quando hai un bambino molto piccolo: pare tuttavia che anche la pasta madre poi crescendo dia grandi soddisfazioni.

Bruco, facciamo il pane oggi?
Sì. Fascio io?
No, amore lo faccio io e tu mi aiuti.
Tu aiuti a me.
Ok.
Allora, mettiamo la farina... l'acqua...
Mettiamo kiwi... (dice, scagliando un kiwi intero nella ciotola col blob allo stato semiliquido)
Nooooooooooo! No, amore ma cosa fai? La mamma sta cercando di impastare il pane, non vedi?!
Anche con kiwi.
No, il kiwi non c'entra. Questo pane è già speciale, è col lievito madre, lo facciamo noi, capito?
No. Senza kiwi non piasce a me. Compriamo in negozio, mamma.

La pasta madre darà grandi soddisfazioni. (dicono). I figli anche. (dicono).
A patto di avere molta, molta pazienza.

venerdì 23 dicembre 2011

Sono solo canzonette

Insomma tra due giorni è Natale, la posta ti s'intasa di cagnolini e gattini col berretto di Babbo Natale, i fantasmi delle tartine col salmone norvegese ti aleggiano intorno e cominci a vedere aspic di gamberetti danzarti sulla scrivania: ebbene sì, hai l'influenza o qualcosa che le somiglia e ti senti tutto tranne che più buona.
Intanto il Bruco si prepara per il primo vero Natale della sua vita (gli anni scorsi era troppo piccolo e il baraccone non l'avevamo allestito): vuole le lucine dell'albero accese fin dalle sette del mattino e soprattutto vuole cantare. A lui lo spirito del Natale gli è preso così.

Quindi si comincia: il primo è "Cebbecher", che sarebbe Chet Baker. Da tutta la pila dei cd (sì, siamo una famiglia un po' vintage) ha scelto quello, ne ha imparato il nome e conosce a memoria le melodie. I miei tentativi di ampliare il suo orizzonte jazzistico finora sono falliti miseramente.
"Aretha Franklin? Amore guarda che questa spacca, vedrai che ti piace, fidati..."
"No. Non piasce a me. Piasce Cebbecher".
Miles Davis? Uno troppo avanti, dai ascoltiamolo!
"No! Non piasce."
"Louis Armstrong? Non puoi rifiutare Satchmo, cioè non puoi."
"Cebbecher"
 E "quasi blu" sia, allora.

Peccato che dopo 90 minuti di Cebbecher, gli parta l'embolo delle canzoncine per bimbiminkia.
Dalle tagliatelle di Nonna Pina (che io se la incontro 'sta vecchia ci imbottisco un pandoro e me la magno viva) alla Mucca Carolina che si sveglia la mattina.
Il fatto è che io queste canzoni non le so. Così di corsa vado su youtube e cerco disperata un video sulla Mucca Carolina & company, e scopro un mondo fatto di orrende basi remixate in stile dance su cui vocine stridule cantano rime assurde.

Chiamo l'Interista in mio soccorso.
"Senti trovagliela tu una canzoncina che gli piaccia, io vado a farmi una doccia che non ce la posso fare"
Li lascio in camera e mi fiondo sotto lo scroscio che nulla ti fa sentire, e mi riconcilio col Natale imminente. Poi riemergo. Prendo l'accappatoio. Sento una melodia strana dalla camera.
Apro la porta con timore.
Il Bruco è lì, con lo sguardo fisso il corpo immobile e l'espressione basita, completamente perduto dentro il "tubo".
"Ma cosa gli stai facendo sentire???"
"E' bene che impari l'inno al più presto" risponde Lui, pacifico.

No, non gli sta facendo sentire l'Inno di Mameli.
Trattasi di "Amala" a un volume improponibile.
Cebbecher dove sei?
E cmq sempre meglio di quell'esaurita di Nonna Pina.

martedì 13 dicembre 2011

Esorcismi natalizi

"Quest'anno il condominio non riceverà la tradizionale benedizione natalizia della famiglie" recita il biglietto della parrocchia trovato ieri nella casella della posta e allegato a santini di varia natura e mappe della chiesa di quartiere per pecorelle smarrite.
Ma come? dice l'Interista. Ci son rimasto male...
Ma se tanto non li facevamo entrare?!
Poi scusa, tu ci verresti a benedire un condominio posseduto al 60% da una vecchia stronza posseduta che ha obbligato il capocantiere a dipingere la facciata di giallo paglierino nonostante il parere contrario del resto dei condomini? Qua più che una benedizione ci serve un esorcismo natalizio.

Mamma, il bambino è malato?
Quale bambino, amore?
Bambino scende da stelle al freddo e "gièlo"... (canticchia)
Ah, quel bambino... (ci risiamo. e ha pure la fronte corrucciata, vedo che la cosa lo turba)
No, amore. E' morto giovane, ma non è malato. Cioè, non si può ammalare per contratto, capito?
Come Spiderman?
Più o meno.

lunedì 12 dicembre 2011

Un albero "verde" (e un po' nerazzurro)

Questo è l'Anno. Il primo vero anno in cui il Bruco afferra e capisce il concetto di Natale, che fino ad oggi non si era praticamente mai manifestato in casa di Orlando in quanto entrambi i suoi genitori sono piuttosto miscredenti e rifuggono da tutte quelle amenità in stile Frank Capra (con due eccezioni: il panettone e lo Schiaccianoci).
Ma ora che l'asilo è tappezzato di alberelli, ghirlande, agrifoglio e pupazzetti di neve, ora che lui canta "tu scendi dalle stelle" senza che io gliel'abbia mai insegnato e nomina Babbo Natale senza che io l'abbia mai nominato, ho pensato che almeno sull'albero di Natale avrei potuto cedere: perchè poi l'albero di Natale può essere un bel veicolo di insegnamenti "green".
Non potendo comprare questo meraviglioso albero di legno (che secondo me con un po' di impegno uno potrebbe anche costruirsi da sè e ormai ci pensiamo per l'anno prossimo) abbiamo riciclato quello di famiglia, che è artificiale, è vero, ma ha ben 19 anni di vita, ci è stato passato dalla nonna e reca un etichetta con scritto Made in Italy, che comunque è sempre meglio di farsi migliaia di chilometri dalla Cina inquinando a più livelli l'atmosfera.
Poi le decorazioni: le "pije" raccolte al mare quest'estate (che sarebbero le pigne se solo lui sapesse pronunciare la "gn"), una manciata di biscotti sbilenchi da noi stessi preparati, tutto lo zoo disponibile nella sua cameretta attaccato con la corda (e non immaginate quanto renda speciale il Natale vedere un bradipo di pezza che penzola a mo' di impiccato sul ramo d'abete), un pinocchio di legno, qualche tappo di sughero. Niente di comprato ad hoc, niente neve finta nociva per l'ozono, niente fili d'angelo et similia.
Certo l'effetto è un po' anticonvenzionale, ma rende l'idea.
Mamma, quetto anche!
Questo? Amore perchè vuoi metterti il cappello del papà, siamo in casa, non ti serve...
No, quetto lì!
Certo. Come ho fatto a non pensarci. Al posto di un punta metallizzata o una stella plasticona, cosa di meglio in cima all'albero di Natale se non un bel berretto di lana con lo stemma dell'FC Internazionale?
In fondo anche quello, a suo modo, è verde.