Effettivamente non c'è un motivo per cui un moderno bambino di città dovrebbe sapere di suo che esistono le stagioni. Forse quelli che abitano in campagna - e il Bruco ne conosce qualcuno - crescono imparando senza forzature che la natura ha dei cicli e che ogni stagione ha i suoi frutti, in senso metaforico ma soprattutto letterale.
Ore 20.20, a casa di Orlando.
"Bruco sei sazio? La vuoi un po' di frutta?"
"Sì!Vojo il kiwi giallo"
"Il kiwi giallo non c'è più, amore, è marzo. Devi aspettare qualche mese"
"No, vojo il kiwi giallo! Me lo compli mamma pel favole?"
(ci prova con le buone maniere, questo è confortante)
"Bruco, non è che la mamma non te lo vuole comparare, è proprio che non c'è, non è stagione. Se vuoi c'è quello verde"
"No"
"Una pera?"
"Vojo l'uva"
"Sì vabbè. L'uva c'è in autunno, adesso siamo quasi in primavera, stanno per arrivare le fragole..."
"Ma io l'ho vista al supemmeccato"
(ha ragione. E adesso come glielo spiego che le fragole le trovi pure a Natale? Meglio rimandare)
"Ma no, avrai visto male. Guarda, Bruco, è come coi cartoni animati: Peppa Pig c'è alle 19.20, se vuoi vederlo alle 22 non c'è più. Capito? Ogni cosa ha la sua stagione".
"Ma Papito mi mette Peppa quando vojo io, sul copputer"
('tacci sua...)
"Vabbè, era solo un esempio, però la frutta è una cosa viva, e ha le sue stagioni. Capito?"
"Sì. Mi metti Peppa?"
"Oddio, no!"
"Allola mi dai una flagola?"
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lunedì 12 marzo 2012
martedì 27 dicembre 2011
Per fare il pane ci vuole un kiwi (Cronache post-natalizie parte prima)
Tra i vari doni che il Babbo più famoso del mondo ci ha recato a domicilio quest'anno fregandosene del contenuto della letterina che gli abbiamo recapitato ci sono:
- un pinguino-salvadanaio a grandezza naturale che mi ha già mangiato più monetine di una slot machine ("Soldino, mamma!" è il mantra delle ultime 48 ore)
- un mini-set per fare il caffè e della frutta di legno che l'Interista ha guardato con sospetto in quanto giochi non sufficientemente virili (considerare che nel suo mondo solo la palla è virile)
- una baby divisa nerazzurra di tre taglie più grande (tanto per controbilanciare)
- dei bulbi di tulipano che il Buon Vecchietto ci ha spedito dall'Olanda nella pausa tra un coffeeshop e l'altro (e che abbiamo piantato all together proprio il giorno di Natale)
- un pezzo di pasta madre
Già, un amico ci ha fatto dono di un pezzo di pasta madre, che poi sarebbe il lievito naturale, quello che usano i fornai per fare il pane e la focaccia e via dicendo (che poi mi dicono che neanche più i fornai lo usano, ormai, perchè la lievitazione naturale è troppo lenta).
Superato l'entusiasmo iniziale, posiziono il "blob" in un contenitore di vetro dentro il frigo e faccio un giro sul web cercando le istruzioni per l'uso.
Improvvisamente vengo colta da ansie stile "ho partorito ieri e non so cosa fare": la temperatura del frigo sarà giusta? Ogni quanto dovrò dargli da mangiare? E' abbastanza asciutta o è troppo umida? Starà crescendo abbastanza?
Fermi tutti: forse ho avuto un secondo figlio e non me ne sono accorta?!?
Già perchè questo "blob" è piuttosto impegnativo: ogni due giorni bisogna rinfrescarlo con una parte di farina e mezza d'acqua, e poi se vuoi impastarci il pane lo devi fare prima di andare a lavoro perchè deve lievitare tutto il giorno.
Insomma una vitaccia di stenti, come quando hai un bambino molto piccolo: pare tuttavia che anche la pasta madre poi crescendo dia grandi soddisfazioni.
Bruco, facciamo il pane oggi?
Sì. Fascio io?
No, amore lo faccio io e tu mi aiuti.
Tu aiuti a me.
Ok.
Allora, mettiamo la farina... l'acqua...
Mettiamo kiwi... (dice, scagliando un kiwi intero nella ciotola col blob allo stato semiliquido)
Nooooooooooo! No, amore ma cosa fai? La mamma sta cercando di impastare il pane, non vedi?!
Anche con kiwi.
No, il kiwi non c'entra. Questo pane è già speciale, è col lievito madre, lo facciamo noi, capito?
No. Senza kiwi non piasce a me. Compriamo in negozio, mamma.
La pasta madre darà grandi soddisfazioni. (dicono). I figli anche. (dicono).
A patto di avere molta, molta pazienza.
- un pinguino-salvadanaio a grandezza naturale che mi ha già mangiato più monetine di una slot machine ("Soldino, mamma!" è il mantra delle ultime 48 ore)
- un mini-set per fare il caffè e della frutta di legno che l'Interista ha guardato con sospetto in quanto giochi non sufficientemente virili (considerare che nel suo mondo solo la palla è virile)
- una baby divisa nerazzurra di tre taglie più grande (tanto per controbilanciare)
- dei bulbi di tulipano che il Buon Vecchietto ci ha spedito dall'Olanda nella pausa tra un coffeeshop e l'altro (e che abbiamo piantato all together proprio il giorno di Natale)
- un pezzo di pasta madre
Già, un amico ci ha fatto dono di un pezzo di pasta madre, che poi sarebbe il lievito naturale, quello che usano i fornai per fare il pane e la focaccia e via dicendo (che poi mi dicono che neanche più i fornai lo usano, ormai, perchè la lievitazione naturale è troppo lenta).
Superato l'entusiasmo iniziale, posiziono il "blob" in un contenitore di vetro dentro il frigo e faccio un giro sul web cercando le istruzioni per l'uso.
Improvvisamente vengo colta da ansie stile "ho partorito ieri e non so cosa fare": la temperatura del frigo sarà giusta? Ogni quanto dovrò dargli da mangiare? E' abbastanza asciutta o è troppo umida? Starà crescendo abbastanza?
Fermi tutti: forse ho avuto un secondo figlio e non me ne sono accorta?!?
Già perchè questo "blob" è piuttosto impegnativo: ogni due giorni bisogna rinfrescarlo con una parte di farina e mezza d'acqua, e poi se vuoi impastarci il pane lo devi fare prima di andare a lavoro perchè deve lievitare tutto il giorno.
Insomma una vitaccia di stenti, come quando hai un bambino molto piccolo: pare tuttavia che anche la pasta madre poi crescendo dia grandi soddisfazioni.
Bruco, facciamo il pane oggi?
Sì. Fascio io?
No, amore lo faccio io e tu mi aiuti.
Tu aiuti a me.
Ok.
Allora, mettiamo la farina... l'acqua...
Mettiamo kiwi... (dice, scagliando un kiwi intero nella ciotola col blob allo stato semiliquido)
Nooooooooooo! No, amore ma cosa fai? La mamma sta cercando di impastare il pane, non vedi?!
Anche con kiwi.
No, il kiwi non c'entra. Questo pane è già speciale, è col lievito madre, lo facciamo noi, capito?
No. Senza kiwi non piasce a me. Compriamo in negozio, mamma.
La pasta madre darà grandi soddisfazioni. (dicono). I figli anche. (dicono).
A patto di avere molta, molta pazienza.
martedì 6 dicembre 2011
The Kiwi's Eater
Avete presente essere abituate a dividere il desco con due Obelix, uno formato mini e l'altro formato... quasi Obelix? (Quanto alla fame, s'intende).
Loro, padre e figlio, per adesso hanno in comune questo: la passione per il cibo.
Lui, l'Interista, se non ingerisce un tot di carboidrati al giorno si innervosisce che neanche quando l'Inter è in procinto di cambiare allenatore; l'altro, il Bruco, è capace di pronunciare la parola "tarallo" fino a cento volte di fila, se non ottiene il prezioso cerchietto pugliese tra le sue manine cicciotte, ed è di quelli che all'asilo chiedono sempre il Bis (e ci vuole coraggio per chiedere il Bis dei pasti dell'asilo, giuro).
Ma da qualche giorno, le cose sono cambiate.
A casa di Orlando non mangia più nessuno.
Uno è troppo depresso per le recenti vicende della sua squadra del cuore: dopo la partita con l'Udinese e la buccia di banana di Pazzini, neanche il carboidrato lo tira su di morale - sì, ha avuto anche una piccola gastroenterite, ma cosa vuoi che sia quando sei a 15 punti dalla capolista?
L'altro, non si è capito il motivo, non vuole più niente. Sputa i tortellini, il risotto, il prosciutto cotto e pure la pasta al pomodoro. E, da giorni, chiede una cosa sola.
Kiwi, mamma.
Kiwi? Amore sei sicuro? Preferisci il kiwi ai tortellini?
Sì, Kiwi giallo.
Ipotesi N°1: Mio figlio è vegano.
Ipotesi N°2: Mio figlio non è mio figlio (cioè i tortellini, cazzo).
Ipotesi N°3: Mio figlio è interista.
Quindi (quasi sempre) depresso, come ogni vero Interista.
Loro, padre e figlio, per adesso hanno in comune questo: la passione per il cibo.
Lui, l'Interista, se non ingerisce un tot di carboidrati al giorno si innervosisce che neanche quando l'Inter è in procinto di cambiare allenatore; l'altro, il Bruco, è capace di pronunciare la parola "tarallo" fino a cento volte di fila, se non ottiene il prezioso cerchietto pugliese tra le sue manine cicciotte, ed è di quelli che all'asilo chiedono sempre il Bis (e ci vuole coraggio per chiedere il Bis dei pasti dell'asilo, giuro).
Ma da qualche giorno, le cose sono cambiate.
A casa di Orlando non mangia più nessuno.
Uno è troppo depresso per le recenti vicende della sua squadra del cuore: dopo la partita con l'Udinese e la buccia di banana di Pazzini, neanche il carboidrato lo tira su di morale - sì, ha avuto anche una piccola gastroenterite, ma cosa vuoi che sia quando sei a 15 punti dalla capolista?
L'altro, non si è capito il motivo, non vuole più niente. Sputa i tortellini, il risotto, il prosciutto cotto e pure la pasta al pomodoro. E, da giorni, chiede una cosa sola.
Kiwi, mamma.
Kiwi? Amore sei sicuro? Preferisci il kiwi ai tortellini?
Sì, Kiwi giallo.
Ipotesi N°1: Mio figlio è vegano.
Ipotesi N°2: Mio figlio non è mio figlio (cioè i tortellini, cazzo).
Ipotesi N°3: Mio figlio è interista.
Quindi (quasi sempre) depresso, come ogni vero Interista.
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