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lunedì 9 luglio 2012

A tennis con le zanzare

Come tutti i bimbi di città, il Bruco ha un rapporto molto ridotto col mondo vegetale e animale, e anche se si cerca di ovviare, a Milano c'è una gran varietà di specie strane solo per quanto riguarda le persone.
Però in vacanza ci siamo rifatti, e al Bruco si sono aperte finestre su mondi pressochè ignoti o conosciuti solo a mezzo libri: per 10 giorni abbiamo abitato in una casa di campagna, isolata sul cucuzzolo di una collina, confinante con un appezzamento che ospitava capre, circondati da fattorie et similia (e in proposito volevo sollevare la seguente questione: ma chi l'ha detto che il gallo canta all'alba? Quelli che c'erano lì intorno iniziavano alle 5 e andavano avanti fino a mezzogiorno. Cari, simpatici, esauriti galletti).
Ma gli ospiti più consistenti erano gli insetti: grilli su ogni imposta, ragni di varia forma e colore in ogni dove, cicale fino a farti scoppiare la testa. Persino un simpatico nido di vespe sulla finestra della Bruco-camera.
Dicono che l'entomofobia venga da un condizionamento dei genitori, perchè un bambino, di per sè, non ha motivo di aver timore di un ragnetto, così come di un gatto o di un cane.
Ora, a me personalmente gli insetti fanno una paura boia.
Però mi sono sforzata, col Bruco, di non farglielo capire nè tantomeno di uccidere un ragnetto o altro in sua presenza.
E infatti lui di solito quando vede un insetto si profonde in frasi tipo:
"Mamma, guarda! Che carino! Gli diamo la pappa?"
"Ehm... anche no, Bruco, quello è un coleottero, non è un animale domestico"
"Cos'è un animale domestico?"
"Uno tipo la Minuzza, che vive in casa con noi"
"E il colottoro non può stare con noi?"
"No, Bruco. Fidati che il coleottero sta meglio fuori casa"

Insomma siamo tornati in città e io ero molto contenta di questo approccio del Bruco al mondo "insettifero", nonostante me (e anche nonostante l'Interista che è terrorizzato dai grilli, uno dei pochi insetti che non fanno veramente niente a parte saltare, ma tant'è).

Sabato sera, a casa della nonna Luciana.

"Nonna, guarda cosa ho trovato! Una racchietta!"
"No, amore, quella non è una racchetta per giocare, è per uccidere le zanzare!" illustra la nonna con dovizia di particolari "Guarda, tu schiacci qui e le zanzare si friggono!"
"Uao! Mamma la vojo anch'io per giocare a tennis con le szanszare!"

Grazie, nonna. Una sconfigge pure la paura atavica dei ragni per trasmettere a suo figlio l'armonia della natura, e poi in 30 secondi gli si passa il concetto che uccidere gli insetti è pure divertente.

"Ma Bruco non ti serve uccidere le zanzare: in casa nostra ci sono le zanzariere, se non entrano che fastidio ti danno? Poi c'è lo spray al geranio, la candela di citronella, un sacco di cose..."
"Sì. Allora me la compri? La pallina non mi serve"


lunedì 7 maggio 2012

Malattie alternative (e aiuti di Madre Natura)

Premetto che in certe occasioni (mal di testa pneumatico, gastroenterite fulminante o sindrome mestruale), io prenderei qualunque cosa droghe incluse per farmi passare il dolore.
Eccezion fatta per questo, la quasi totalità di coloro che vivono a casa di Orlando, cura e previene i malanni con rimedi gentilmente offerti da Madre Natura.

Dico quasi - ahimè - perchè l'Interista (proprio in quanto interista) è Maalox dipendente, e come se non bastasse ipocondriaco (se apri la finestra per sbattere la tovaglia a lui viene istantaneamente il mal di gola, se starnutisce una volta ha l'influenza, se gli fa male il mignolo ha un infarto in corso).
Il Bruco invece, fin dalla nascita lui è totalmente dopato e curato con erbe, radici e stregonerie di varia natura, tanto che a volte la cosa mi si è pure rivoltata contro.

A casa di Orlando, ore 8.43.

"Mamma non vojo il latte oggi!"
"Ok. Cosa vuoi, la spremuta d'arancia?"
"No, lo sciloppo di umaca"
"No Bruco, non hai più la tosse. Poi mica ci si può fare colazione con lo sciroppo"

Scatta istantaneo l'attacco di tosse convulsiva: il Bruco si getta a terra agonizzante.
L'Interista sbuca fuori dal bagno e lo apostrofa "naaaaaaa, quella è simulazione, cartellino giallo" (quando si dice "avere in testa una cosa sola").

"Bruco, ma veramente? Guarda che la mamma lo sa che stai facendo finta"
"Ma folse più taldi mi viene la tosse vela"
"Se poi ti verrà, prenderemo lo sciroppo"
"Mejo se non viene pelò, velo mamma? Mi dai l'olivello?"
"Oddio, ho creato un mostro. Dai vieni a prenderti 'sto olivello, và"

Il Bruco è un bimbo sugarfree.
La sua perfida madre non gli permette di mangiare nè caramelle, nè cioccolato, nè merendine, possibilmente neanche i succhi di frutta con zuccheri aggiunti.
Quindi per lui lo sciroppo di olivello è il top della dolcezza.
(lo so cosa state pensando, ma vi giuro che lui non ne soffre neanche un po'. L'unico problema è che io devo mangiare il cioccolato di nascosto... la dura vita delle madri!)

"E a me niente olivello?" protesta l'Interista.
"Sentiamo, che patologia avresti oggi?"
"No niente, mi sento benissimo" risponde col sorriso plastico da vittoria post-derby "Ma forse più tardi..."
"Ciao. Addio. Io e il Bruco andiamo all'asilo"

E come (quasi) sempre in forma smagliante.

P.P. (post-post)
Per chi fosse curioso di sapere cosa sono le diavolerie che propino al Bruco: Echinacea (una pianta medicinale che stimola il sistema immunitario e vi giuro che funziona), Olivello Spinoso (una bacca di arbusto selvatico, bomba di vitamina C) e Sciroppo di Lumaca (sì, proprio fatto con la bava delle lumache, ma è dolcissimo e scioglie il catarro).
Andate e dopatevi tutti.


lunedì 12 marzo 2012

Kiwi tutto l'anno

Effettivamente non c'è un motivo per cui un moderno bambino di città dovrebbe sapere di suo che esistono le stagioni. Forse quelli che abitano in campagna - e il Bruco ne conosce qualcuno - crescono imparando senza forzature che la natura ha dei cicli e che ogni stagione ha i suoi frutti, in senso metaforico ma soprattutto letterale.

Ore 20.20, a casa di Orlando.

"Bruco sei sazio? La vuoi un po' di frutta?"
"Sì!Vojo il kiwi giallo"
"Il kiwi giallo non c'è più, amore, è marzo. Devi aspettare qualche mese"
"No, vojo il kiwi giallo! Me lo compli mamma pel favole?"
(ci prova con le buone maniere, questo è confortante)
"Bruco, non è che la mamma non te lo vuole comparare, è proprio che non c'è, non è stagione. Se vuoi c'è quello verde"
"No"
"Una pera?"
"Vojo l'uva"
"Sì vabbè. L'uva c'è in autunno, adesso siamo quasi in primavera, stanno per arrivare le fragole..."
"Ma io l'ho vista al supemmeccato"
(ha ragione. E adesso come glielo spiego che le fragole le trovi pure a Natale? Meglio rimandare)
"Ma no, avrai visto male. Guarda, Bruco, è come coi cartoni animati: Peppa Pig c'è alle 19.20, se vuoi vederlo alle 22 non c'è più. Capito? Ogni cosa ha la sua stagione".
"Ma Papito mi mette Peppa quando vojo io, sul copputer"
('tacci sua...)
"Vabbè, era solo un esempio, però la frutta è una cosa viva, e ha le sue stagioni. Capito?"
"Sì. Mi metti Peppa?"
"Oddio, no!"
"Allola mi dai una flagola?"