Ve lo dico subito così da non rubarvi tempo prezioso: questo post non c'entra una ceppa con Ronaldo.
Ok, adesso che siete rimasti in pochi e interessati posso cominciare.
Alla fermata dell'autobus, mercoledì, ore 17.44.
"Mamma quando arriva l'abutus?"
"Autobus, si dice autobus. Ma perchè questa parola non riesci a impararla? Sai usare i congiuntivi e il passato remoto e non sai dire autobus, è folle!"
"... e quindi mamma? Quando arriva l'abutus?"
"Ok, hai vinto. Non lo so, tra poco, spero"
Tra poco non sarà abbastanza.
La vedo avvicinarsi. Quelle così le riconosci al volo: sono le VRMA, le Vecchie Rincoglionite Moleste Attaccabottone. Quelle che se sei da sola ti tirano pezze infinite sul Sindaco di turno e sul fatto che i mezzi non passano mai e "l'hanno votato e visto, che schifo?", incuranti del fatto che dicono questa cosa da 50 anni e nel frattempo si sono succedute decine di differenti amministrazioni.
Ma quando non sei da sola, quando hai un bambino, lì è peggio. Molto peggio.
Lui diventa il bersaglio delle loro molestie.
"Ciao, bella gioia! Quanti anni hai?" (e già una che ti dice "bella gioia" ti fa perdere interesse nei confronti dell'umanità).
Il Bruco, con una spocchia che solo un treenne, si limita ad alzare tre dita della manina (compreso un dito medio già dotato di eloquenza propria) senza aprire bocca.
"Ma che carino! Bravo, sa anche contare! Come ti chiami, bella gioia?"
Il Bruco mi guarda con aria interrogativa.
"Rispondi alla VRMA, amore"
"Mi chiamo Orlando"
"Rolando, ma che bel nome! Stai attento, Roldano, vieni più vicino perchè vedi che in strada passano le macchine e c'è pericolo. Come quel quel bambino di Brescia, l'ha sentito, Signora? Era per mano alla mamma, è scappato d'improvviso per guardare in strada e l'han tirato sotto ed è morto. Capito, Ronaldo? E' un attimo che muori"
E mentre io medito se sia più grave raccontare un episodio simile a un bambino di tre anni, non saper parlare in italiano decoroso, sbagliare tre volte il nome di mio figlio o vivere in un paese in cui un terzo dell'elettorato ha la stessa manciata di neuroni di questa tizia che ho di fronte, il Bruco la guarda e le chiede "Ma quando arriva l'abutus?".
Ancora una volta hai ragione tu, figlio mio: perseguire il proprio obiettivo, fosse anche sapere a che ora arriva un cazzo di autobus, a prescindere dalle fregnacce che ti propinano gli altri, è l'unica cosa sensata da fare nella vita.
Oltre a cambiare il nome di questo blog in "A casa di Ronaldo", ovvio.
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giovedì 28 febbraio 2013
lunedì 1 ottobre 2012
Piccoli ciclisti crescono
E' difficile da credere, e da spiegare, ma quando si diventa genitori si diventa anche improvvisamente più intolleranti verso chiunque non rispetti le regole del vivere civile.
Traduzione: già crescere un bambino è uno sbattimento immondo, se poi la comunità ti mette pure i bastoni fra le ruote ecco che diventi un iena feroce e assetata di sangue.
Per l'esattezza, più che di bastoni fra le ruote, stiamo parlando di ruote sui marciapiedi: perchè sì, il milanese medio ha come priorità di vita quella di trovare un parcheggio per la sua auto, quindi spesso e volentieri, se vede un marciapiede libero, ci si fionda a sfregio dei pedoni, e del senso civico.
E lì arrivi tu, in principio mamma con carrozzina, poi mamma con passeggino, poi mamma con treenne sul triciclo, poi mamma con treenne kamikaze sul monopattino, fino a giungere alla bicicletta senza rotelle.
Il tutto declinato nelle diverse versioni: con ombrello, con capottina parapioggia fradicia, con sacchetti della spesa rotti, con sacche dell'asilo ricolme di bavaglie chiazzate di sbobba verdurosa, il tutto anche nell'opzione "in contemporanea".
E mentre tuo figlio acquista velocità sfrecciando lungo il marciapiede tu visualizzi la macchina di turno parcheggiata in front of you e maledici il genere umano.
Inizi col maledirlo in cuor tuo. E finisci, come faccio io a tutt'oggi, a urlare come una pazza sul marciapiede ingombro contro lo stronzo di turno, che ti costringe a scendere con tutto il tuo carico di roba, sacchetti, figlio, passeggino, monopattino, e chi più ne ha più ne metta.
"Brucooooooo! Ti ho detto che devi andare piano col monopattino! Non vorrai mica fare come il papà quando era giovane!"
"Cos'ha fatto il papà, mamma?"
"Si è schiantato col motorino nel retro di un autobus..."
"Ma qui non c'è un autobus, mamma"
"Però c'è una macchina, vedi? La macchina di qualche maleducato (e su questa parole alzo il tono di voce come si conviene a una sciura malmostosa e borbottante) che ancora non ha capito che i marciapiedi vanno lasciati liberi!"
Qualche giorno più tardi.
Diretti verso il parco con la bicicletta, su un marciapiede.
Una signora parcheggia una Golf proprio mentre noi stiamo arrivando.
"Aspetta, Bruco, fermati. Anzi attraversiamo, và"
Ovviamente il Bruco non aspetta.
Pedala come un forsennato fino alla Golf, e mentre la signora sta scendendo la apostrofa: "Signora, la sua macchina è proprio maleducata".
Io mi guardo intorno per cercare un'eventuale riserva a cui far impersonare la madre del Bruco al posto mio, ma la "signora" lo ignora bellamente, chiude la portiera e si allontana.
"Bruco... senti... perchè non fai come il papà quando era giovane e lanci la bicicletta a tutta velocità contro la portiera di questa macchina?"
Lo penso. Ma non lo dico. Non si può.
Perchè ai bambini bisogna insegnare le cose per come dovrebbero andare, non per come vanno.
Certo non che lo status quo aiuti granchè, in certi casi.
"Mamma perchè non ci sono le strade anche per le bici?" incalza lui.
"Eh. Bella domanda. E' che devono ancora costruirle. Però da qualche parte ci sono"
"E quelle per i monopattini?"
"Eh, adesso... Non esageriamo. Andrebbe già bene se la gente rispettasse le regole della strada normale"
"La gente è proprio maleducata, mamma"
"Hai ragione, Bruco. Però magari non andare in giro a dirlo a tutti"
Traduzione: già crescere un bambino è uno sbattimento immondo, se poi la comunità ti mette pure i bastoni fra le ruote ecco che diventi un iena feroce e assetata di sangue.
Per l'esattezza, più che di bastoni fra le ruote, stiamo parlando di ruote sui marciapiedi: perchè sì, il milanese medio ha come priorità di vita quella di trovare un parcheggio per la sua auto, quindi spesso e volentieri, se vede un marciapiede libero, ci si fionda a sfregio dei pedoni, e del senso civico.
E lì arrivi tu, in principio mamma con carrozzina, poi mamma con passeggino, poi mamma con treenne sul triciclo, poi mamma con treenne kamikaze sul monopattino, fino a giungere alla bicicletta senza rotelle.
Il tutto declinato nelle diverse versioni: con ombrello, con capottina parapioggia fradicia, con sacchetti della spesa rotti, con sacche dell'asilo ricolme di bavaglie chiazzate di sbobba verdurosa, il tutto anche nell'opzione "in contemporanea".
E mentre tuo figlio acquista velocità sfrecciando lungo il marciapiede tu visualizzi la macchina di turno parcheggiata in front of you e maledici il genere umano.
Inizi col maledirlo in cuor tuo. E finisci, come faccio io a tutt'oggi, a urlare come una pazza sul marciapiede ingombro contro lo stronzo di turno, che ti costringe a scendere con tutto il tuo carico di roba, sacchetti, figlio, passeggino, monopattino, e chi più ne ha più ne metta.
"Brucooooooo! Ti ho detto che devi andare piano col monopattino! Non vorrai mica fare come il papà quando era giovane!"
"Cos'ha fatto il papà, mamma?"
"Si è schiantato col motorino nel retro di un autobus..."
"Ma qui non c'è un autobus, mamma"
"Però c'è una macchina, vedi? La macchina di qualche maleducato (e su questa parole alzo il tono di voce come si conviene a una sciura malmostosa e borbottante) che ancora non ha capito che i marciapiedi vanno lasciati liberi!"
Qualche giorno più tardi.
Diretti verso il parco con la bicicletta, su un marciapiede.
Una signora parcheggia una Golf proprio mentre noi stiamo arrivando.
"Aspetta, Bruco, fermati. Anzi attraversiamo, và"
Ovviamente il Bruco non aspetta.
Pedala come un forsennato fino alla Golf, e mentre la signora sta scendendo la apostrofa: "Signora, la sua macchina è proprio maleducata".
Io mi guardo intorno per cercare un'eventuale riserva a cui far impersonare la madre del Bruco al posto mio, ma la "signora" lo ignora bellamente, chiude la portiera e si allontana.
"Bruco... senti... perchè non fai come il papà quando era giovane e lanci la bicicletta a tutta velocità contro la portiera di questa macchina?"
Lo penso. Ma non lo dico. Non si può.
Perchè ai bambini bisogna insegnare le cose per come dovrebbero andare, non per come vanno.
Certo non che lo status quo aiuti granchè, in certi casi.
"Mamma perchè non ci sono le strade anche per le bici?" incalza lui.
"Eh. Bella domanda. E' che devono ancora costruirle. Però da qualche parte ci sono"
"E quelle per i monopattini?"
"Eh, adesso... Non esageriamo. Andrebbe già bene se la gente rispettasse le regole della strada normale"
"La gente è proprio maleducata, mamma"
"Hai ragione, Bruco. Però magari non andare in giro a dirlo a tutti"
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venerdì 30 dicembre 2011
Aspettando l'apocalisse
Caduta del Governo Berlusconi IV a parte, il 2011 a casa di Orlando sarà ricordato per i seguenti motivi:
1) ilBruco ha esordito in gennaio con un risicato "ma-mma" e conclude con un "non ci posso cledele, si è pelso l'olso glissli", annoverando nel suo vocabolario parole del calibro di picciolo, Chet Baker, orso grizzly e persino un paio di congiuntivi - sulla R ci stiamo lavolando ;)
2) l'Interista ha coronato uno dei suoi sogni di vecchia data, cioè abbonarsi a Sky e vivere ogni singolo istante della sua vita con la pupilla riflettente un campo verde con dei piedi che calciano una palla - salvo sconfitte clamorose della beneamata che lo portano ad impallarsi per ore su canali tipo "travel&living" o "passione pesca".
3) la casa di Orlando ha cambiato casa ma è rimasta la stessa, tranne che i metri quadri di pavimento da pulire sono molti di più
Regali natalizi improbabili a parte, l'ultima settimana dell'anno a casa di Orlando sarà ricordata per i seguenti motivi:
1) un amico degli zii del Bruco, la sera di Natale, è stato rinvenuto nel bagno della casa di famiglia infilato fino ai gomiti nel water mentre cercava di sturarlo dopo averlo intasato con un mix letale di produzione fecale postnatalizia e carta igienica (ndr, il tizio in questione nella vita fa l'idraulico, e vi giuro che è TUTTO VERO)
2) la lavatrice si è rotta allagando la cucina mentre l'Interista la guardava impassibile con un punto di domanda sulla testa, cercando di capire come spostarla col noto senso pratico che contraddistingue certi professionisti della parola
3) la caldaia è andata in corto circuito ("Papi, ho fleddo..." "Dai dai, gli Spartani non avevano l'acqua calda")
4) l'unica auto che possediamo, il nostro Caronte che traghetta ogni giorno l'Interista ad Appiano Gentile, si è rotta dopo soli 2 anni di vita insieme
5) il Bruco ha contratto una malattia del cazzo ma con un nome orrorifico (coxackiosi) e tutti i nostri amici si sono autoeliminati dal cenone di capodanno che neanche in Contagion di Soderbergh.
Quando saremo nel 2012 e tutto ricomincerà a funzionare (vero??!!!) vi aspettiamo per un tè, a casa di Orlando. Buon anno a tutti.
1) ilBruco ha esordito in gennaio con un risicato "ma-mma" e conclude con un "non ci posso cledele, si è pelso l'olso glissli", annoverando nel suo vocabolario parole del calibro di picciolo, Chet Baker, orso grizzly e persino un paio di congiuntivi - sulla R ci stiamo lavolando ;)
2) l'Interista ha coronato uno dei suoi sogni di vecchia data, cioè abbonarsi a Sky e vivere ogni singolo istante della sua vita con la pupilla riflettente un campo verde con dei piedi che calciano una palla - salvo sconfitte clamorose della beneamata che lo portano ad impallarsi per ore su canali tipo "travel&living" o "passione pesca".
3) la casa di Orlando ha cambiato casa ma è rimasta la stessa, tranne che i metri quadri di pavimento da pulire sono molti di più
Regali natalizi improbabili a parte, l'ultima settimana dell'anno a casa di Orlando sarà ricordata per i seguenti motivi:
1) un amico degli zii del Bruco, la sera di Natale, è stato rinvenuto nel bagno della casa di famiglia infilato fino ai gomiti nel water mentre cercava di sturarlo dopo averlo intasato con un mix letale di produzione fecale postnatalizia e carta igienica (ndr, il tizio in questione nella vita fa l'idraulico, e vi giuro che è TUTTO VERO)
2) la lavatrice si è rotta allagando la cucina mentre l'Interista la guardava impassibile con un punto di domanda sulla testa, cercando di capire come spostarla col noto senso pratico che contraddistingue certi professionisti della parola
3) la caldaia è andata in corto circuito ("Papi, ho fleddo..." "Dai dai, gli Spartani non avevano l'acqua calda")
4) l'unica auto che possediamo, il nostro Caronte che traghetta ogni giorno l'Interista ad Appiano Gentile, si è rotta dopo soli 2 anni di vita insieme
5) il Bruco ha contratto una malattia del cazzo ma con un nome orrorifico (coxackiosi) e tutti i nostri amici si sono autoeliminati dal cenone di capodanno che neanche in Contagion di Soderbergh.
Quando saremo nel 2012 e tutto ricomincerà a funzionare (vero??!!!) vi aspettiamo per un tè, a casa di Orlando. Buon anno a tutti.
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