Visualizzazione post con etichetta pollice. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pollice. Mostra tutti i post

martedì 10 aprile 2012

Avere il pollicino verde

Casa di Orlando è virtualmente rigogliosa come la foresta amazzonica e ricca di piante di varie specie. Dico virtualmente perchè vivendo in città, e in appartamento, abbiamo 2 balconi striminziti e più di tanto non è che si possa fare.
Ma non è un buon motivo per rinunciare del tutto ad avere qualche pianta, soprattutto perchè il Bruco, come tutti i bambini, ne è molto attratto, e adora dargli l'acqua e sporcarsi le mani con la terra.
Con l'aiuto di Zighi, un amico giardiniere (e manco a dirlo interista pazzo), abbiamo creato un paio di piccole aree verdi su entrambi i balconi.
Da una parte ci sono palme nane, il pitosforo e il rosmarino pendulo, che regolarmente finisce nel forno col pesce o le patate e con quasi qualunque altra cosa ("Mamma vado a plendele un po' di lommalino" "Ma per cosa, Bruco?" "Pel la pasta" "No Bruco, il rosmarino con la pasta al pomodoro non c'entra una ceppa").
Dall'altra parte ci sono il limone (che non ha mai fatto un frutto in vita sua), il mandarino cinese (che ne fa a iosa) e le piante ospiti, cioè quelle che vanno e vengono.
Ad esempio qualche mese fa abbiamo piantato dei bulbi di tulipano regalati al Bruco dallo zio Gimmo e arrivati direttamente da Amsterdam.
Incredibile a dirsi ma un paio di settimane fa sono spuntati. Rossi.
Incredibile perchè, a dispetto del mio impegno, io non ho esattamente il pollice verde.

"Ti sei ricordata di dare l'acqua alle piante?" mi chiede l'Interista di ritorno dopo 3 giorni a Londra.
"Ehm.. sì... cioè, non gliel'ho data perchè ha piovuto..." (vabbè dai una ci prova)
"Ma cos'ha piovuto??? Due schizzi? Ma dai guarda che muoiono se non gli dai l'acqua"
"Uffa lo so, solo che.. ho dovuto dare da mangiare a tuo figlio, dare da mangiare alla gatta e fare un sacco di altre cose, e mi è passato di mente. E poi tecnicamente i tulipani non possono morire perchè non sono ancora nati"

L'Interista impugna l'annaffiatoio e scuote la testa.

"Dai lo sai che non ho il pollice verde!"
"Mamma tu ce l'hai il pollice velde?"
"No amore. Il mio è solo rosa. Magari quello verde mi viene in futuro"
"E papà ce l'ha?"
"Sì, papà ce l'ha"
"Anche io vojo un pollicino velde"

E' così. Nessuno è perfetto: c'è chi coltiva un hobby, e chi coltiva un hobbit.
L'Interista coltiva le piante, io coltivo nostro figlio.

venerdì 16 dicembre 2011

Il giorno di Odino

Ci sono cose della vita che noi grandi diamo per scontate (no, non la partita delle domenica, caro Interista), tipo il fatto che il pollice si chiami pollice, che al numero 2 segua il numero 3, e che i giorni della settimana abbiano una sequenza immutabile che và dal lunedì alla domenica.
Per il Bruco ovviamente non è così: all'occorrenza il pollice può chiamarsi indice, perchè sta imparando e si confonde, e al 2 possono seguire il 4 così come l'11 o anche l'indice che come parole gli suonano uguali.

A casa di Orlando, ore 7.40
- Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
(riemergo dal piumone sentendo la scimmia urlatrice che mi chiama dall'altra stanza)
- Buongiorno amore! Adesso vengo a prenderti. Arrivo, eh. No giuro che mi sto alzando.
(mi trascino di là, lo estraggo dal lettino e lo lancio sul lettone mentre l'Interista è immobile come la copia di se stesso al Museo delle Cere)
- Oggi è venerdì, sei contento? Ultimo giorno di asilo.
- No. Veneldì non piasce a me (sulla consecutio ci stiamo lavorando)
- Come no? A tutto il mondo piace il venerdì!
- No. Preferiscio il meccoledì.
- E perchè, di grazia?
- Melcato, bancalelle! Complale pesciolini.

E' così, il ragazzo preferisce il mercoledì. E' un ciabattaro da mercato, una Sora Lella in fieri, dico all'Interista (che nel frattempo si è rianimato ricordandosi che essendo venerdì ci sono i sorteggi per la Champions).
Ma no, mi risponde. Preferisce il mercoledì perchè è il giorno di Odino.
Strabuzzo gli occhi.
Sai, Wednesday ... la divinità celtico-germanica Woden... Odino? Neil Gaiman? American Gods?
Senti è inutile che fai il figo, che quel libro te l'ho fatto scoprire io.
Alziamoci, Bruco.
Melcoledì?
Sì, va bene amore. E' mercoledì.