Se c'è una cosa che i bambini sanno fare, è creare mitologie.
A partire da cose anche molto, molto legate alla realtà. Tipo la spazzatura.
ore 7.59, a casa di Orlando
(voci dal lettino) "Mammaaaaaa! Plesto!"
"Oddio, Bruco, cosa succede?"
"E' paltito? 'N c'è più?"
"Ma chi, il papà? No tranquillo, l'Inter ha vinto il derby quindi è tornato a casa!"
Per un attimo mi guarda come fossi un'idiota, e infatti un po' lo sono.
"No, camion velde! Camion velde! Vojo vedello"
Aaaaaaaaaaaaaaaaah. Certo. Il camion verde.
La mattina non si va all'asilo se prima il Bruco non ha visto il camion verde dell'Amsa.
Per coincidenza si ferma di fronte al nido quasi tutte le mattine alla stessa ora, e per lui è il momento clou della giornata. Tappa obbligata di 5 minuti finchè il camion non ha raccolto tutto e non è ripartito, con gli operatori in pettorina fluo che ormai ci salutano e mi rivolgono sguardi compassionevoli.
"Plende i sacchi?"
"Sì"
"E li mangia?"
"No, li porta in discarica"
(silenzio. mi sa che gli piaceva di più l'altra opzione)
"Cosa c'è dentlo?"
"La spazzatura, Bruco. Te l'ho già spiegato cento volte no?"
"Cosa c'è dentlo?"
Ok. Articoliamo il concetto di spazzatura.
"Tutte le cose che buttiamo via. Che ne so, la lisca del pesce, i vasetti di yogurt vuoti, la carta dei biscotti..."
"Tutti insieme?"
"Sì. Cioè, no. Insomma... (come lo spiego il concetto di raccolta differenziata a un duenne?)
Facciamo così. Da stasera mettiamo le etichette colorate sui bidoni e ogni volta che c'è da buttare una cosa la butti tu secondo il colore. Ok?"
"Sì. Butto nel camion velde?"
Vabbè dai. Per istruirlo ho tempo fino a maggio, quando a Milano inizierà anche la raccolta dell'umido.
E vediamo se la nuova generazione sarà capace di "differenziarsi" ;)
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lunedì 16 gennaio 2012
Generazione differenziata
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martedì 10 gennaio 2012
La Sindrome
Tutto è cominciato domenica.
L'Interista si è svegliato - o meglio è stato svegliato a gran voce dal Bruco per la colazione.
Ha assunto la posizione eretta col volto cinereo, è andato in bagno con le labbra strette e lo sguardo basso, poi si è lasciato cadere sulla sedia e ha incrociato le braccia sul tavolo senza proferire parola.
Preoccupata da tanta gravità, gli dico "che succede? tutto bene? il caffè non lo bevi stamattina?"
Noto che il Bruco inizia a incurvare gli angoli della bocca, intuisco che sta per spaventarsi e per sdrammatizzare gli dico "Amore gli portiamo un caffè al papà? Forse il papà non sta bene stamattina, eh?"
"Lintergol, mamma"
(Lintergol è l'espressione con cui il Bruco sintetizza diverse cose: il lavoro di suo padre, le serate in cui va allo stadio, la richiesta di giocare a palla, la partita sullo schermo della Tv e da oggi evidentemente anche qualcos'altro)
Mi sa che hai ragione, Bruco.
Finalmente Lui riemerge dalla sua cupa disperazione e dichiara: "Domenica c'è il Derby".
Ma certo. Come ho fatto a non pensarci.
Questa amore, gli spiego, è la Sindrome Pre-Derby.
Una malattia che colpisce gli interisti e ha circa una settimana di incubazione.
Rimane latente tutto l'anno, e pare che sia geneticamente trasmissibile.
"Poi gualisce, mamma?"
"No, amore. Questa è di quelle che ti porti nella tomba".
L'Interista si è svegliato - o meglio è stato svegliato a gran voce dal Bruco per la colazione.
Ha assunto la posizione eretta col volto cinereo, è andato in bagno con le labbra strette e lo sguardo basso, poi si è lasciato cadere sulla sedia e ha incrociato le braccia sul tavolo senza proferire parola.
Preoccupata da tanta gravità, gli dico "che succede? tutto bene? il caffè non lo bevi stamattina?"
Noto che il Bruco inizia a incurvare gli angoli della bocca, intuisco che sta per spaventarsi e per sdrammatizzare gli dico "Amore gli portiamo un caffè al papà? Forse il papà non sta bene stamattina, eh?"
"Lintergol, mamma"
(Lintergol è l'espressione con cui il Bruco sintetizza diverse cose: il lavoro di suo padre, le serate in cui va allo stadio, la richiesta di giocare a palla, la partita sullo schermo della Tv e da oggi evidentemente anche qualcos'altro)
Mi sa che hai ragione, Bruco.
Finalmente Lui riemerge dalla sua cupa disperazione e dichiara: "Domenica c'è il Derby".
Ma certo. Come ho fatto a non pensarci.
Questa amore, gli spiego, è la Sindrome Pre-Derby.
Una malattia che colpisce gli interisti e ha circa una settimana di incubazione.
Rimane latente tutto l'anno, e pare che sia geneticamente trasmissibile.
"Poi gualisce, mamma?"
"No, amore. Questa è di quelle che ti porti nella tomba".
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