Sarà che tra settembre e dicembre si concentrano la maggioranza dei compleanni dei Brucofriends.
Sarà che anche il suo compleanno è in questo periodo.
Sarà che il suddetto periodo festaiolo culmina col Natale.
Ma insomma mi sembra una buona occasione per parlare di giochi.
Il mondo dei giochi per bambini è un business infernale fatto di pubblicità con orrende canzoncine, colori acidi, packaging estremi e invenzioni perverse come le bambole tatuate che si abbronzano al sole. E tanta, tanta plastica. E tanto, tanto spreco.
No, non voglio tirarvi una pezza infinita sui giochi di legno, e quelli di una volta che si sono estinti, e si stava meglio quando eravamo poveri e giocavamo nei cortili (anche se...).
Però, qualcosa mi sento di dirla in virtù della mia quasi triennale esperienza in materia:
1. ai bambini servono molti meno giochi di quelli che hanno
2. dopo i primi 3 giorni, il gioco nuovo che se non glielo compravi veniva giù il mondo non se lo filano più neanche di striscio
3. ai bambini importa di più con chi giocano e non con cosa giocano
4. i bambini, se non indotti dai genitori, non fanno caso se un gioco è nuovo o usato
5. alcuni giochi si possono costruire in casa con pochissima spesa (anche di tempo) e massima resa
6. il gioco del vicino è sempre più bello (e questo la dice lunga sul valore)
7. non esistono giochi da maschi e giochi da femmine (anche se l'Interista non la pensa così)
Il Bruco in materia di giochi è fortunato, perchè avendo due cuginetti più grandi ne ha ereditati un sacco, compresi vari mezzi di trasporto come monopattini, biciclette, tricicli e varie altre cose che non gli avrei mai comprato.
A casa di Orlando, ieri, ore 20.43.
"Bruco cosa vorresti per il tuo compleanno?"
"La zia mi ha detto che mi compra il trenino"
"Sei sicuro che ha detto proprio "compra"? Ma se invece un giorno andiamo da loro e scegli un gioco che i tuoi cugini non usano più?"
"Ok, mamma"
(non è perchè è un bambino bravissimo, è solo che non conosce l'esistenza di posti come il Toys)
"Però Babbo Natale poi me lo porta lo stesso il biliardino?"
"Certo! Te lo porta in cambio del ciuccio"
"E lo va a prendere a casa dei miei cugini?"
"No amore"
"E dove lo prende?"
"Lo costruisce lui"
"Ma lo sa che io lo vojo grande però?"
"Vai tranquillo che lo sa. Però per far spazio al biliardino dobbiamo eliminare un po' di giochi vecchi"
"E dove li mettiamo?"
"Li regaliamo ai bambini del tuo ex-asilo?"
Nicchia. Alla fine è sempre un bambino e cedere i propri giochi è una cosa difficile da fare.
"Però Teddy lo tieno. E anche le mie moto piccole"
"Ma certo, Bruco. Scegli tu cosa vuoi tenere e cosa no"
E anche per questo compleanno dovremmo essercela cavata. Per l'operazione biliardino ci penseremo tra un po'.
PS: Ieri siamo stati al compleanno di un'amichetta.
Per la prima volta mi sono scoperta felice di aver avuto un figlio maschio: non credo che potrei vivere sotto lo stesso tetto con una Sbrodolina.
(poi vivo con una porta da calcio in salotto, ma questa è un'altra storia)
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lunedì 10 settembre 2012
lunedì 27 agosto 2012
Post-Vacanza
Siamo tornati. E' stata dura ma ce l'abbiamo fatta.
A superare un agosto torrido e faticosissimo - perchè chiunque abbia dei figli sa che le vacanze sono il momento più faticoso dell'anno, quello in cui non respiri neanche due minuti, quello in cui guardi la popolazione childfree sdraiata a leggere un libro vista mare e tu sospiri perchè attaccata alla tua gamba c'è un cozza parlante che vuole fare il castello di sabbia/il bagno/la partita a biliardino/la corsa fino al bagnasciuga e altre rilassanti attività estive.
E lo dico col massimo rispetto verso le madri che hanno due figli o anche tre, chè alla fine io ho solo il Bruco. Solo, si fa per dire.
Per inaugurare il nuovo anno lavorativo vi faccio qui di seguito un breve sunto dei momenti salienti della nostra trasferta toscana, così da farvi partecipare e anche rivalutare le vostre ferie nel caso non fossero andate proprio come avreste voluto.
Giorno 11.
Pranzo sotto l'ombrellone.
"Bruco vuoi la frutta?"
"Sì, la banana"
"Eccola"
"Noooooooo!!! Non la vojo così!!! Buttala viaaaaaaa!"
(nella sua terza estate il Bruco si è specializzato in scenate isteriche)
"Oddio, ma cos'ha che non va questa banana?"
"La vojo nuda!"
La vuole nuda. Come diceva la Sora Lella, 'nnamo bbene.
Giorno 13.
"Mamma perchè abbiamo cambiato casa?"
"Non abbiamo cambiato casa, questa è la casa del mare"
"Non mi piace. Vojo tornare a Milano"
Per la serie "Piccoli milanesi crescono".
Giorno 14.
Il Bruco è riuscito a strapparsi i braccioli. Non di dosso, no, ha proprio squarciato la plastica.
Pertanto ha ricevuto in eredità i braccioli della sua cuginetta.
In mare.
"Ciao, giochiamo insieme?" chiede al Bruco una fanciullina un po' cicciotta e coi capelli ricci.
"No" risponde lui girandosi dall'altra parte.
"Perchè non vuole giocare con me?" mi dice la bambina.
"Mi dispiace, lui è un po' timido" lo giustifico io.
"Ah ma è un maschio?" chiede lei con occhi sgranati
"Sì..."
"E perchè ha i braccioli di Hello Kitty?"
Non c'è niente da fare. Viviamo in un mondo in cui l'identità sessuale è definita da colori e simboli.
Se sei targato Hello Kitty sei per forza una femmina, se hai il cappellino di Spiderman sei per forza un maschio. Ho provato a spiegarlo alla piccola, ma è fuggita via chiamando la mamma.
Giorno 16.
Nel mezzo di un pranzo sotto l'ombrellone, tra un chicco di farro e un pomodorino.
"Forza Juve"
"Scusa, Bruco???"
(all'Interista è andato di traverso quello che aveva in bocca, ha iniziato a non respirare e poi a dire cose che di solito non si dicono a un bambino)
"Calmati Interista, è solo il biliardino. Sai, non esistono solo bambini interisti al mondo"
Nonostante il suo impegno, nonostante abbia continuato a blaterare cose tipo "mio figlio non deve frequentare le merde bianconere", il Bruco ogni tanto dice "Forza Juve".
Ma solo perchè credo che lo diverta la reazione del papà e sentire tante parolacce in una volta sola.
Giorno 18.
"Bruco, stasera la mamma và al cinema con lo zio Balo a vedere un film muto"
"E io?"
"E tu vai al parco col papà e col tuo amichetto Victor"
"Però quando io divento grande e tu piccola posso andare in giro anch'io?"
"Non credo che diventerò piccola, però sì, quando diventi grande puoi andare in giro anche tu"
"Con la moto?"
"Non t'allargare, Bruco".
Neanche tre anni, e mi fa queste richieste. No ma sono tranquilla, eh. Non ho già il patema, no.
Giorno 19.
In attesa di tornare dal mare, stazioniamo all'ombra sotto il programma del cinema estivo all'aperto.
Arriva l'addetto e cambia locandina: domani danno The Avengers.
"Mamma! Guarda!" dice il Bruco indicando Thor "ma quello è il papà!"
Bruco. Tuo padre è anche un bel ragazzo, ed è pure biondiccio. Però no, fidati che non è lui.
(Anche se effettivamente, per lavorare dove lavora, un po' supereroi bisogna essere).
Giorno 22.
E' l'ultima sera di vacanza. Mangiamo la pizza in compagnia in un ristorante del paese.
E' gremito di gente, clima rilassato, tutti che parlottano e sembrano contenti in questa sera d'agosto che volge al termine. Il Bruco ha voluto ordinare da solo. Ha chiesto "una pizza molle".
Il cameriere mi ha guardata basito.
"Non si preoccupi" dico io "è solo che non gli piace la crosta".
Dopo aver mangiato la sua pizza molle, è sceso dalla sedia, si è diretto verso di me tutto serio, e in uno spazio di tempo brevissimo mi ha infilato la mano sotto la maglietta gridando "tetta!!!".
Il brusio di fondo si è bloccato d'improvviso, la folla di teste si è girata verso il nostro tavolo e io non ho potuto far altro che augurare a tutti buon appetito.
Ora sono a lavoro. Nessuno mi ha chiamato mamma nelle ultime 3 ore tirandomi per i pantaloni. Nessuno mi ha chiesto banane nude, nessuno ha detto "forza juve" e nessuno mi ha infilato mani nella tetta. E insomma, un pochino mi sembra di essere in vacanza.
A superare un agosto torrido e faticosissimo - perchè chiunque abbia dei figli sa che le vacanze sono il momento più faticoso dell'anno, quello in cui non respiri neanche due minuti, quello in cui guardi la popolazione childfree sdraiata a leggere un libro vista mare e tu sospiri perchè attaccata alla tua gamba c'è un cozza parlante che vuole fare il castello di sabbia/il bagno/la partita a biliardino/la corsa fino al bagnasciuga e altre rilassanti attività estive.
E lo dico col massimo rispetto verso le madri che hanno due figli o anche tre, chè alla fine io ho solo il Bruco. Solo, si fa per dire.
Per inaugurare il nuovo anno lavorativo vi faccio qui di seguito un breve sunto dei momenti salienti della nostra trasferta toscana, così da farvi partecipare e anche rivalutare le vostre ferie nel caso non fossero andate proprio come avreste voluto.
Giorno 11.
Pranzo sotto l'ombrellone.
"Bruco vuoi la frutta?"
"Sì, la banana"
"Eccola"
"Noooooooo!!! Non la vojo così!!! Buttala viaaaaaaa!"
(nella sua terza estate il Bruco si è specializzato in scenate isteriche)
"Oddio, ma cos'ha che non va questa banana?"
"La vojo nuda!"
La vuole nuda. Come diceva la Sora Lella, 'nnamo bbene.
Giorno 13.
"Mamma perchè abbiamo cambiato casa?"
"Non abbiamo cambiato casa, questa è la casa del mare"
"Non mi piace. Vojo tornare a Milano"
Per la serie "Piccoli milanesi crescono".
Giorno 14.
Il Bruco è riuscito a strapparsi i braccioli. Non di dosso, no, ha proprio squarciato la plastica.
Pertanto ha ricevuto in eredità i braccioli della sua cuginetta.
In mare.
"Ciao, giochiamo insieme?" chiede al Bruco una fanciullina un po' cicciotta e coi capelli ricci.
"No" risponde lui girandosi dall'altra parte.
"Perchè non vuole giocare con me?" mi dice la bambina.
"Mi dispiace, lui è un po' timido" lo giustifico io.
"Ah ma è un maschio?" chiede lei con occhi sgranati
"Sì..."
"E perchè ha i braccioli di Hello Kitty?"
Non c'è niente da fare. Viviamo in un mondo in cui l'identità sessuale è definita da colori e simboli.
Se sei targato Hello Kitty sei per forza una femmina, se hai il cappellino di Spiderman sei per forza un maschio. Ho provato a spiegarlo alla piccola, ma è fuggita via chiamando la mamma.
Giorno 16.
Nel mezzo di un pranzo sotto l'ombrellone, tra un chicco di farro e un pomodorino.
"Forza Juve"
"Scusa, Bruco???"
(all'Interista è andato di traverso quello che aveva in bocca, ha iniziato a non respirare e poi a dire cose che di solito non si dicono a un bambino)
"Calmati Interista, è solo il biliardino. Sai, non esistono solo bambini interisti al mondo"
Nonostante il suo impegno, nonostante abbia continuato a blaterare cose tipo "mio figlio non deve frequentare le merde bianconere", il Bruco ogni tanto dice "Forza Juve".
Ma solo perchè credo che lo diverta la reazione del papà e sentire tante parolacce in una volta sola.
Giorno 18.
"Bruco, stasera la mamma và al cinema con lo zio Balo a vedere un film muto"
"E io?"
"E tu vai al parco col papà e col tuo amichetto Victor"
"Però quando io divento grande e tu piccola posso andare in giro anch'io?"
"Non credo che diventerò piccola, però sì, quando diventi grande puoi andare in giro anche tu"
"Con la moto?"
"Non t'allargare, Bruco".
Neanche tre anni, e mi fa queste richieste. No ma sono tranquilla, eh. Non ho già il patema, no.
Giorno 19.
In attesa di tornare dal mare, stazioniamo all'ombra sotto il programma del cinema estivo all'aperto.
Arriva l'addetto e cambia locandina: domani danno The Avengers.
"Mamma! Guarda!" dice il Bruco indicando Thor "ma quello è il papà!"
Bruco. Tuo padre è anche un bel ragazzo, ed è pure biondiccio. Però no, fidati che non è lui.
(Anche se effettivamente, per lavorare dove lavora, un po' supereroi bisogna essere).
Giorno 22.
E' l'ultima sera di vacanza. Mangiamo la pizza in compagnia in un ristorante del paese.
E' gremito di gente, clima rilassato, tutti che parlottano e sembrano contenti in questa sera d'agosto che volge al termine. Il Bruco ha voluto ordinare da solo. Ha chiesto "una pizza molle".
Il cameriere mi ha guardata basito.
"Non si preoccupi" dico io "è solo che non gli piace la crosta".
Dopo aver mangiato la sua pizza molle, è sceso dalla sedia, si è diretto verso di me tutto serio, e in uno spazio di tempo brevissimo mi ha infilato la mano sotto la maglietta gridando "tetta!!!".
Il brusio di fondo si è bloccato d'improvviso, la folla di teste si è girata verso il nostro tavolo e io non ho potuto far altro che augurare a tutti buon appetito.
Ora sono a lavoro. Nessuno mi ha chiamato mamma nelle ultime 3 ore tirandomi per i pantaloni. Nessuno mi ha chiesto banane nude, nessuno ha detto "forza juve" e nessuno mi ha infilato mani nella tetta. E insomma, un pochino mi sembra di essere in vacanza.
lunedì 30 luglio 2012
A mostrar le chiappe chiare
Dopo un viaggio di svariate ore, con la macchina carica di pasta e caffè come se stessimo emigrando in 'Ammerica', con la gatta in stato di choc sul sedile dietro e il Bruco catatonico che si rianimava solo al passaggio dei pompieri (eh già perchè abbiamo anche beccato un incendio con annessi e connessi), alla fine siamo arrivati al paese, quello dove c'è la casa della famigghia che dentro gli armadi ci trovi i reperti degli anni '80, dalle giacche con le spalline alla selezione del Readers' digest che la zia finta erudita ci passava a mò di discarica della cultura..
Comunque. Il primo giorno di mare da italiani medi - ai Bagni Sirena e con la schiscetta in borsa frigo al seguito - il Bruco, nell'ordine:
1- Mi ha messa in imbarazzo in bagno: coda chilometrica per il cesso, sciure e ragazzine che aspettano fuori, noi dentro il bagno delle donne. "Bruco, allora, non ti scappava la pipì???"
"Mamma, non la faccio se non pulisci il water"
"Scusa, Bruco???!!?"
"E' un bagno pubbico e bisogna pulire il water, mamma"
2- Ha preteso di giocare a biliardino per quaranta minuti senza pallina.
"Mamma perchè non c'è la pallina?"
"Perchè costa soldi, amore, non possiamo prenderla tutte le volte"
"Ok, allora facciamo finta. Guarda mamma... goooooooooooooooal!!!"
(se fosse stato solo un po' più grande avrei pensato che si droga)
3- Si è lanciatosi come un pazzo in mezzo alla piazza del paese durante uno spettacolo di giocoleria, al grido di "il fuoooooooooooooooooooocooooooo!!!!". Per poi impalarsi sul muro della banca e tentare di rapinare il relativo bancomat (e lì, sì, ammetto che sia io sia l'Interista facevamo il tifo per lui).
Ora, forse, all'alba delle 00.11, si è addormentato.
Questo era il giorno 1.
Se cominciate a non avere mie notizie venite a cercarmi.
Grazie.
Comunque. Il primo giorno di mare da italiani medi - ai Bagni Sirena e con la schiscetta in borsa frigo al seguito - il Bruco, nell'ordine:
1- Mi ha messa in imbarazzo in bagno: coda chilometrica per il cesso, sciure e ragazzine che aspettano fuori, noi dentro il bagno delle donne. "Bruco, allora, non ti scappava la pipì???"
"Mamma, non la faccio se non pulisci il water"
"Scusa, Bruco???!!?"
"E' un bagno pubbico e bisogna pulire il water, mamma"
2- Ha preteso di giocare a biliardino per quaranta minuti senza pallina.
"Mamma perchè non c'è la pallina?"
"Perchè costa soldi, amore, non possiamo prenderla tutte le volte"
"Ok, allora facciamo finta. Guarda mamma... goooooooooooooooal!!!"
(se fosse stato solo un po' più grande avrei pensato che si droga)
3- Si è lanciatosi come un pazzo in mezzo alla piazza del paese durante uno spettacolo di giocoleria, al grido di "il fuoooooooooooooooooooocooooooo!!!!". Per poi impalarsi sul muro della banca e tentare di rapinare il relativo bancomat (e lì, sì, ammetto che sia io sia l'Interista facevamo il tifo per lui).
Ora, forse, all'alba delle 00.11, si è addormentato.
Questo era il giorno 1.
Se cominciate a non avere mie notizie venite a cercarmi.
Grazie.
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