Siamo tornati. E' stata dura ma ce l'abbiamo fatta.
A superare un agosto torrido e faticosissimo - perchè chiunque abbia dei figli sa che le vacanze sono il momento più faticoso dell'anno, quello in cui non respiri neanche due minuti, quello in cui guardi la popolazione childfree sdraiata a leggere un libro vista mare e tu sospiri perchè attaccata alla tua gamba c'è un cozza parlante che vuole fare il castello di sabbia/il bagno/la partita a biliardino/la corsa fino al bagnasciuga e altre rilassanti attività estive.
E lo dico col massimo rispetto verso le madri che hanno due figli o anche tre, chè alla fine io ho solo il Bruco. Solo, si fa per dire.
Per inaugurare il nuovo anno lavorativo vi faccio qui di seguito un breve sunto dei momenti salienti della nostra trasferta toscana, così da farvi partecipare e anche rivalutare le vostre ferie nel caso non fossero andate proprio come avreste voluto.
Giorno 11.
Pranzo sotto l'ombrellone.
"Bruco vuoi la frutta?"
"Sì, la banana"
"Eccola"
"Noooooooo!!! Non la vojo così!!! Buttala viaaaaaaa!"
(nella sua terza estate il Bruco si è specializzato in scenate isteriche)
"Oddio, ma cos'ha che non va questa banana?"
"La vojo nuda!"
La vuole nuda. Come diceva la Sora Lella, 'nnamo bbene.
Giorno 13.
"Mamma perchè abbiamo cambiato casa?"
"Non abbiamo cambiato casa, questa è la casa del mare"
"Non mi piace. Vojo tornare a Milano"
Per la serie "Piccoli milanesi crescono".
Giorno 14.
Il Bruco è riuscito a strapparsi i braccioli. Non di dosso, no, ha proprio squarciato la plastica.
Pertanto ha ricevuto in eredità i braccioli della sua cuginetta.
In mare.
"Ciao, giochiamo insieme?" chiede al Bruco una fanciullina un po' cicciotta e coi capelli ricci.
"No" risponde lui girandosi dall'altra parte.
"Perchè non vuole giocare con me?" mi dice la bambina.
"Mi dispiace, lui è un po' timido" lo giustifico io.
"Ah ma è un maschio?" chiede lei con occhi sgranati
"Sì..."
"E perchè ha i braccioli di Hello Kitty?"
Non c'è niente da fare. Viviamo in un mondo in cui l'identità sessuale è definita da colori e simboli.
Se sei targato Hello Kitty sei per forza una femmina, se hai il cappellino di Spiderman sei per forza un maschio. Ho provato a spiegarlo alla piccola, ma è fuggita via chiamando la mamma.
Giorno 16.
Nel mezzo di un pranzo sotto l'ombrellone, tra un chicco di farro e un pomodorino.
"Forza Juve"
"Scusa, Bruco???"
(all'Interista è andato di traverso quello che aveva in bocca, ha iniziato a non respirare e poi a dire cose che di solito non si dicono a un bambino)
"Calmati Interista, è solo il biliardino. Sai, non esistono solo bambini interisti al mondo"
Nonostante il suo impegno, nonostante abbia continuato a blaterare cose tipo "mio figlio non deve frequentare le merde bianconere", il Bruco ogni tanto dice "Forza Juve".
Ma solo perchè credo che lo diverta la reazione del papà e sentire tante parolacce in una volta sola.
Giorno 18.
"Bruco, stasera la mamma và al cinema con lo zio Balo a vedere un film muto"
"E io?"
"E tu vai al parco col papà e col tuo amichetto Victor"
"Però quando io divento grande e tu piccola posso andare in giro anch'io?"
"Non credo che diventerò piccola, però sì, quando diventi grande puoi andare in giro anche tu"
"Con la moto?"
"Non t'allargare, Bruco".
Neanche tre anni, e mi fa queste richieste. No ma sono tranquilla, eh. Non ho già il patema, no.
Giorno 19.
In attesa di tornare dal mare, stazioniamo all'ombra sotto il programma del cinema estivo all'aperto.
Arriva l'addetto e cambia locandina: domani danno The Avengers.
"Mamma! Guarda!" dice il Bruco indicando Thor "ma quello è il papà!"
Bruco. Tuo padre è anche un bel ragazzo, ed è pure biondiccio. Però no, fidati che non è lui.
(Anche se effettivamente, per lavorare dove lavora, un po' supereroi bisogna essere).
Giorno 22.
E' l'ultima sera di vacanza. Mangiamo la pizza in compagnia in un ristorante del paese.
E' gremito di gente, clima rilassato, tutti che parlottano e sembrano contenti in questa sera d'agosto che volge al termine. Il Bruco ha voluto ordinare da solo. Ha chiesto "una pizza molle".
Il cameriere mi ha guardata basito.
"Non si preoccupi" dico io "è solo che non gli piace la crosta".
Dopo aver mangiato la sua pizza molle, è sceso dalla sedia, si è diretto verso di me tutto serio, e in uno spazio di tempo brevissimo mi ha infilato la mano sotto la maglietta gridando "tetta!!!".
Il brusio di fondo si è bloccato d'improvviso, la folla di teste si è girata verso il nostro tavolo e io non ho potuto far altro che augurare a tutti buon appetito.
Ora sono a lavoro. Nessuno mi ha chiamato mamma nelle ultime 3 ore tirandomi per i pantaloni. Nessuno mi ha chiesto banane nude, nessuno ha detto "forza juve" e nessuno mi ha infilato mani nella tetta. E insomma, un pochino mi sembra di essere in vacanza.
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lunedì 27 agosto 2012
lunedì 30 luglio 2012
A mostrar le chiappe chiare
Dopo un viaggio di svariate ore, con la macchina carica di pasta e caffè come se stessimo emigrando in 'Ammerica', con la gatta in stato di choc sul sedile dietro e il Bruco catatonico che si rianimava solo al passaggio dei pompieri (eh già perchè abbiamo anche beccato un incendio con annessi e connessi), alla fine siamo arrivati al paese, quello dove c'è la casa della famigghia che dentro gli armadi ci trovi i reperti degli anni '80, dalle giacche con le spalline alla selezione del Readers' digest che la zia finta erudita ci passava a mò di discarica della cultura..
Comunque. Il primo giorno di mare da italiani medi - ai Bagni Sirena e con la schiscetta in borsa frigo al seguito - il Bruco, nell'ordine:
1- Mi ha messa in imbarazzo in bagno: coda chilometrica per il cesso, sciure e ragazzine che aspettano fuori, noi dentro il bagno delle donne. "Bruco, allora, non ti scappava la pipì???"
"Mamma, non la faccio se non pulisci il water"
"Scusa, Bruco???!!?"
"E' un bagno pubbico e bisogna pulire il water, mamma"
2- Ha preteso di giocare a biliardino per quaranta minuti senza pallina.
"Mamma perchè non c'è la pallina?"
"Perchè costa soldi, amore, non possiamo prenderla tutte le volte"
"Ok, allora facciamo finta. Guarda mamma... goooooooooooooooal!!!"
(se fosse stato solo un po' più grande avrei pensato che si droga)
3- Si è lanciatosi come un pazzo in mezzo alla piazza del paese durante uno spettacolo di giocoleria, al grido di "il fuoooooooooooooooooooocooooooo!!!!". Per poi impalarsi sul muro della banca e tentare di rapinare il relativo bancomat (e lì, sì, ammetto che sia io sia l'Interista facevamo il tifo per lui).
Ora, forse, all'alba delle 00.11, si è addormentato.
Questo era il giorno 1.
Se cominciate a non avere mie notizie venite a cercarmi.
Grazie.
Comunque. Il primo giorno di mare da italiani medi - ai Bagni Sirena e con la schiscetta in borsa frigo al seguito - il Bruco, nell'ordine:
1- Mi ha messa in imbarazzo in bagno: coda chilometrica per il cesso, sciure e ragazzine che aspettano fuori, noi dentro il bagno delle donne. "Bruco, allora, non ti scappava la pipì???"
"Mamma, non la faccio se non pulisci il water"
"Scusa, Bruco???!!?"
"E' un bagno pubbico e bisogna pulire il water, mamma"
2- Ha preteso di giocare a biliardino per quaranta minuti senza pallina.
"Mamma perchè non c'è la pallina?"
"Perchè costa soldi, amore, non possiamo prenderla tutte le volte"
"Ok, allora facciamo finta. Guarda mamma... goooooooooooooooal!!!"
(se fosse stato solo un po' più grande avrei pensato che si droga)
3- Si è lanciatosi come un pazzo in mezzo alla piazza del paese durante uno spettacolo di giocoleria, al grido di "il fuoooooooooooooooooooocooooooo!!!!". Per poi impalarsi sul muro della banca e tentare di rapinare il relativo bancomat (e lì, sì, ammetto che sia io sia l'Interista facevamo il tifo per lui).
Ora, forse, all'alba delle 00.11, si è addormentato.
Questo era il giorno 1.
Se cominciate a non avere mie notizie venite a cercarmi.
Grazie.
giovedì 21 giugno 2012
Pronti, partenza, forse
Dice che prima o poi arriva il momento delle vacanze.
A casa di Orlando, ovviamente, le vacanze coincidono con la pausa campionato, prima che il pater familias si trasferisca là sui monti con Annette, ovvero in quel di Pinzolo dove (dice) vanno a rifugiarsi gli Interisti, e a meditare piani di vittoria per l'annata successiva.
Ora, si dà il caso che, prima che arrivasse il Bruco, ci s'imbarcava in viaggi d'ogni sorta, prediligendo la modalità ad minchiam, come fare Milano-Aix en Provence con uno scooter non revisionato rischiando la morte sulla Milano-Genova, o andare a Marrakech in giugno, 40 gradi all'ombra, al sesto mese di gravidanza, mangiando couscous nelle peggio bettole tra i suk.
Dice che quando sei giovane e debosciato fai anche di peggio.
Insomma poi è arrivato il Bruco e tra una cosa e l'altra son 2 anni e mezzo che non vedo un areoporto (mentre l'Interista, nel frattempo, con la scusa del ritiro americano ai tempi di Mourinho, mi spediva foto da ogni dove compresa la casa di J.R. a Dallas).
Quest'anno, col Bruco quasi treenne, sembrava quello buono, così abbiam preso un volo per la Grecia a 8 euri dai quei micragnosi di Ryanair che ti fanno pagare in base ai centimetri quadrati che occupa il tuo culo, e domani partiremo per un viaggio della speranza OrioalSerio-Patrasso-Killini-Zante.
Una cosa serena, un combo macchina+volo+pullmann+traghetto+macchina.
Una cosina da 12 ore in viaggio con un bambino in fase di spannolinamento (sono un genio!).
Una cosa serena, già dalla preparazione delle valigie, cominciata 7 giorni orsono.
A casa di Orlando, lunedì, ore 17.40.
"Bruco, la mamma sta cercando di preparare delle valigie razionali, è gradito il tuo contributo: non è che vuoi vedere i cartoni animati?"
"No, io preparo le valigie con te"
"Ottimo, proprio quello che volevo"
"Mamma possiamo portare Ranatan?"
"No, ecco Bruco: possiamo portare un bagaglio minuscolo di massimo 10 kg, direi che la tua ranocchia della nanna è ben oltre gli standard consentiti"
"Ok mamma"
Dopo 3 ore, la valigia (ma sarebbe meglio dire valigetta) conteneva: occhiali da sole del Bruco, un numero imprecisato di mutande, braccioli, libri di Giulio Coniglio, un numero esorbitante di ciucci, Teddy, 5 maglietta a manica lunga, le scarpe da calcio dell'Interista (anche dette "scarpe coi tacchini").
"Bruco, scusa, ma le magliette a manica lunga a cosa ti servono?"
"Mi piacciono, mamma"
"Sì ma andiamo in Grecia, farà un caldo devastante"
"Io vojo quelle mamma, perchè hanno le righe"
Eh già. Vuoi mica andare a fare lo struscio sul lungomare di Laganas con una maglietta monocolore?!?!!
"Bruco, io non vorrei dire: stiamo andando in una casa dipersa in mezzo alle colline, non in discoteca a Mykonos"
"Posso portare anche la majetta col drago?"
Come no. Aspetta che avverto tuo padre.
"Interista, pronto? Ho dovuto togliere un po' di vestiti tuoi dalla valigia... tanto poi stai sempre in costume"
"..."
Ma la cosa più bella è svegliarsi il giorno prima della partenza e leggere sul giornale titoli come "domani è il venerdì nero dei trasporti".
Signori, questo è un colpo davvero basso per una che ha sempre difeso lo sciopero e gli scioperanti.
"Interista, pronto? Se il nostro volo non parte cosa facciamo, a parte bestemmiare in tutte le lingue conosciute?"
"Il primo volo successivo per Patrasso è dopo 4 giorni. Quindi andremo da qualche altra parte"
"Oddio, tipo?"
"Boh, tipo a Bodrum"
Signori, io vi saluto. A questo punto non ho più certezze, a parte che il blog non verrà presumibilmente aggiornato per i prossimi 10 giorni.
E tanti tanti auguri a due amiche lettrici che il 30 giugno si sposano, e non saremo lì per festeggiare ma in qualche areoporto a cercare di farci rimpatriare.
A casa di Orlando, ovviamente, le vacanze coincidono con la pausa campionato, prima che il pater familias si trasferisca là sui monti con Annette, ovvero in quel di Pinzolo dove (dice) vanno a rifugiarsi gli Interisti, e a meditare piani di vittoria per l'annata successiva.
Ora, si dà il caso che, prima che arrivasse il Bruco, ci s'imbarcava in viaggi d'ogni sorta, prediligendo la modalità ad minchiam, come fare Milano-Aix en Provence con uno scooter non revisionato rischiando la morte sulla Milano-Genova, o andare a Marrakech in giugno, 40 gradi all'ombra, al sesto mese di gravidanza, mangiando couscous nelle peggio bettole tra i suk.
Dice che quando sei giovane e debosciato fai anche di peggio.
Insomma poi è arrivato il Bruco e tra una cosa e l'altra son 2 anni e mezzo che non vedo un areoporto (mentre l'Interista, nel frattempo, con la scusa del ritiro americano ai tempi di Mourinho, mi spediva foto da ogni dove compresa la casa di J.R. a Dallas).
Quest'anno, col Bruco quasi treenne, sembrava quello buono, così abbiam preso un volo per la Grecia a 8 euri dai quei micragnosi di Ryanair che ti fanno pagare in base ai centimetri quadrati che occupa il tuo culo, e domani partiremo per un viaggio della speranza OrioalSerio-Patrasso-Killini-Zante.
Una cosa serena, un combo macchina+volo+pullmann+traghetto+macchina.
Una cosina da 12 ore in viaggio con un bambino in fase di spannolinamento (sono un genio!).
Una cosa serena, già dalla preparazione delle valigie, cominciata 7 giorni orsono.
A casa di Orlando, lunedì, ore 17.40.
"Bruco, la mamma sta cercando di preparare delle valigie razionali, è gradito il tuo contributo: non è che vuoi vedere i cartoni animati?"
"No, io preparo le valigie con te"
"Ottimo, proprio quello che volevo"
"Mamma possiamo portare Ranatan?"
"No, ecco Bruco: possiamo portare un bagaglio minuscolo di massimo 10 kg, direi che la tua ranocchia della nanna è ben oltre gli standard consentiti"
"Ok mamma"
Dopo 3 ore, la valigia (ma sarebbe meglio dire valigetta) conteneva: occhiali da sole del Bruco, un numero imprecisato di mutande, braccioli, libri di Giulio Coniglio, un numero esorbitante di ciucci, Teddy, 5 maglietta a manica lunga, le scarpe da calcio dell'Interista (anche dette "scarpe coi tacchini").
"Bruco, scusa, ma le magliette a manica lunga a cosa ti servono?"
"Mi piacciono, mamma"
"Sì ma andiamo in Grecia, farà un caldo devastante"
"Io vojo quelle mamma, perchè hanno le righe"
Eh già. Vuoi mica andare a fare lo struscio sul lungomare di Laganas con una maglietta monocolore?!?!!
"Bruco, io non vorrei dire: stiamo andando in una casa dipersa in mezzo alle colline, non in discoteca a Mykonos"
"Posso portare anche la majetta col drago?"
Come no. Aspetta che avverto tuo padre.
"Interista, pronto? Ho dovuto togliere un po' di vestiti tuoi dalla valigia... tanto poi stai sempre in costume"
"..."
Ma la cosa più bella è svegliarsi il giorno prima della partenza e leggere sul giornale titoli come "domani è il venerdì nero dei trasporti".
Signori, questo è un colpo davvero basso per una che ha sempre difeso lo sciopero e gli scioperanti.
"Interista, pronto? Se il nostro volo non parte cosa facciamo, a parte bestemmiare in tutte le lingue conosciute?"
"Il primo volo successivo per Patrasso è dopo 4 giorni. Quindi andremo da qualche altra parte"
"Oddio, tipo?"
"Boh, tipo a Bodrum"
Signori, io vi saluto. A questo punto non ho più certezze, a parte che il blog non verrà presumibilmente aggiornato per i prossimi 10 giorni.
E tanti tanti auguri a due amiche lettrici che il 30 giugno si sposano, e non saremo lì per festeggiare ma in qualche areoporto a cercare di farci rimpatriare.
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