lunedì 20 febbraio 2012

Prima o poi, forse.

A casa di Orlando, domenica, ore 20.45.

Il Bruco si sta allungando. Arriva dove prima non arrivava. Apre porte e armadi che prima gli erano preclusi.
No, non abbiamo messo i ferma-cosi, un po' perchè l'ansia da sicurezza a volte sfiora il ridicolo (vedi il caschetto paracolpi che il bambino dovrebbe indossare in casa e che mi fa tanto lobotomia preventiva), un po' perchè fondamentalmente siamo due debosciati.

"Mmmmaaaaaaaaaaaoooooooooooo!"
"Oddio, Bruco, ma sei impazzito?"
"Bastone! Bastone!"
"Ma cosa ci fai con l'appendipanni? Dove l'hai preso?"
"Nell'almadio. Mi selviva"
"Come ti serviva? Per terrorizzare la gatta? Vergogna!"
(ride)
"Adesso basta! E' tutto il giorno che ti comporti male, se non la smetti ti metto in punizione!" (urla)
(silenzio, faccia interrogativa)
"Papi?"
"Dimmi"
"Che cos'è punizione?"

E' così. Il Bruco è arrivato alla veneranda età di 2 anni e 4 mesi e non conosce il concetto di punizione.

L'Interista nel frattempo è corso in bagno.
Toc toc toc!
"Tutto bene?? Che succede? Cambiate di nuovo allenatore? Stai vomitando?"
"No no... tutto.. ok"
(avvicino l'orecchio alla porta)
"Mah.. stai ridendo! Ma sei scemo? Esci! Perchè ridi? Perchè tuo figlio ti ha chiesto cos'è la punizione?"
"No perchè tu l'hai minacciato di mettercelo"

Ecco cos'ho guadagnato dopo due anni e passa di carriera da madre liberal. Zero credibilità.

Comunque la gatta sta bene. E non vede l'ora che il concetto di punizione entri anche a casa di Orlando. Prima o poi. Forse.

1 commento:

  1. il concetto di "punizione", in una casa di calcio-dipendenti almeno al 33%, dovrebbe essere pane per i denti di orlando ;)

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