martedì 24 aprile 2012

Il brutto anatroccolo

Fin dalla culla il Bruco è stato "invogliato" alla lettura, tanto che il rito pre-nanna serale prevede la lettura a voce alta, in media, di 4-5 libri. (Sull'importanza e sulla follia di questa cosa tornerò più avanti in un post dedicato).
Ovviamente, avendo lui 2 anni e mezzo, i libri li leggo io, e certe sere la voglia è pari a zero, anche perchè il ragazzino è compulsivo e magari ti fa leggere lo stesso libro 4 volte di fila per un mese consecutivo.

Ora siamo nella fase delle letture a tema pannolino/vasino/cacca/pipì.

A casa di Orlando, ore 21.15.

"Bruco, perchè non scegliamo un libro diverso stasera? Ti va di leggere il brutto anatroccolo?"
"No"
"Perchè no, amore?"
"Il blutto anatloccolo non mi intelessa"

Doppio colpo al cuore.

Primo, il fatto che lui già possieda il concetto di interesse mi sconvolge.
Vivo nel terrore che un giorno mi dica "leggere non mi interessa, mi interessa la partita. Posso andare di là con papà?". Capitemi, son 31 mesi che faticosamente coltivo in lui l'amore per i libri.
(il che non significa che i libri siano meglio o escludano le partite, per carità, Interista stai sereno mentre leggi già ti vedo che protesti davanti al pc è solo che io ovviamente tiro l'acqua al mio mulino)

Secondo, il brutto anatroccolo non gli interessa.
Cioè, il brutto anatroccolo.
La mia favola preferita, la storia della mia vita, la parabola del riscatto di tutti quelli che, come me, da piccoli erano reietti e sfigati e forse un po' lo sono ancora ma adesso hanno qualche arma in più per combattere.
Quelli che per anni a scuola son stati presi per il culo perchè magari la loro madre li mandava a scuola con la pettinatura della principessa Leila e la gonna scozzese con la spilla da balia, mentre andavano di moda le gonne a palloncino e i jeans (ogni riferimento a fatti o persone è puramente intenzionale).

Poi lo guardo, e realizzo.
Lui non è un brutto anatroccolo. Lui è della schiera degli anatroccoli fighi, quelli morbidi con le piume gialline, quelli che guardano lo sfigus di turno e lo prendono in giro.
Lui è bello, e simpatico. Pure un po' paraculo.
Per questo non gli interessa la storia del brutto anatroccolo. Non ci si immedesima.

Come farò a fargli capire che i brutti anatroccoli non si prendono in giro? E che anche se si parte avvantaggiati bisogna tenere la guardia alta perchè niente è dato per scontato? Che i brutti anatroccoli poi diventano cigni e finisci con l'invidiarli un po'? E che lui è stato generato da un brutto anatroccolo, anche se non si vede, e quindi deve portare rispetto per la categoria?

"Mamma"
"Dimmi Bruco"
"Vojo leggele la stolia di Topotto che fa la cacca nel vasino"

Caro Andersen, mi spiace. Per adesso ci dedichiamo a letture più scatologiche.
Tu resta lì buono nel cassetto, che io appena si apre uno spiraglio ti ripropongo.

Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno. (H.C. Andersen)

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