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martedì 2 aprile 2013

Maratona pasquale

Alle ore 8.00 della domenica di Pasqua l'Interista è sgattaiolato fuori da casa per recarsi a lavoro, perchè l'unico vero modo di santificare le feste, a volte, è lavorare.

Alle ore 10.34 l'Interista ha chiamato e si è sentito rispondere che io e il Bruco stavamo ancora dormendo, al che si è chiesto perchè questo non avvenga mai quando è a casa anche lui.

Alle ore 11.15 il Bruco reclamava le sue uova di Pasqua, che contenevano un T-Rex gigante da cui non si vuole più separare, e un biliardino da tavola interamente da montare.

Alle ore 12.23 la sottoscritta, con una brugola nella destra e un cacciavite nella sinistra imprecava nel tentativo di portare a termine il montaggio del suddetto. La sottoscritta, dopo molto travaglio, è riuscita a posizionare entrambi i portieri in attacco, esclamando, quando le è stato fatto notare "ah ecco perchè avevano la maglia di colore diverso!" (e guadagnandosi occhiate di scherno da parte di tutti i presenti)

Alle ore 13 la sottoscritta e il Bruco sono sbarcati a casa della famiglia paterna, portandosi appresso il biliardino, il T-Rex e un carico di stress già bastante per l'intera giornata. Ad attenderli c'erano delle lasagne fatte a mano con la zia il giorno prima, ottime ma totalmente prive di sale, due macchinine regalate dagli zii al Bruco il quale le ha rifiutate in quanto "non hanno gli occhi", e una minacciosa proposta dello zio Walter di iniziare la sottoscritta alla carriera di runner, il giorno dopo.

Alle ore 14 l'Interista si è presentato a tavola e lì è rimasto per le tre ore successive.

Alle ore 17 abbiamo portato il Bruco al "Parco Palestro" (così lo chiama lui) dove ha fatto innumerevoli giri di giostra e dove ha assistito (e noi con lui) a uno spettacolo sullo spreco delle risorse idriche che aveva per protagonisti una cicala e un grillo che parlavano in un generico accento del Sud e facevano battute del livello di un film dei Vanzina.

Alle ore 19 ci siamo presentati dalla famiglia materna, dove il Bruco ha scartato ben 3 uova di cioccolato, obbligato la zia Elena a giocare con lui per ore nonostante la poverina fosse infortunata da un incidente d'auto, pianto a non finire quando gli è stato comunicato che era ora di tornare a casa.

Alle ore 21.20, prima di salutarci e dopo varie discussioni sulle sorti di The Walking Dead, la serie tv zombie più amata dall'intera famiglia, ci siamo tutti zombizzati con l'applicazione Dead yourself. A richiesta possiamo pubblicare i risultati.

Alle ore 23, dopo che avevo messo il Bruco a letto da un'ora, sono entrata in camera sua per spegnere la luce e l'ho trovato che giocava col T-Rex e con un triceratopo.

"Bruco ma sei impazzito??? Ancora non dormi?!"
"Non mi piace dormire, mamma"
"Bè a me invece piace un sacco, quindi adeguati!"
"..."

A proposito di morti che camminano, la mattina dopo, come promesso, la sottoscritta si è svegliata presto ed è andata a correre tipo per la seconda volta in vita sua. Ha tenuto botta per più di quattro chilometri.
A metà percorso, lo zio Walter le ha chiesto se respirava ancora.
Lei ha risposto, con la massima motivazione possibile: "Mi sento come in quel programma... Obesi, un anno per rinascere".

Poi, ore dopo, è andata a festeggiare la pasquetta da amici recando in dono una cofana da tre chili di pasta al forno napoletana. Con le polpette, la ricotta, e tutto il resto.
Ripetendo a se stessa che, almeno stavolta, se l'era guadagnata.


mercoledì 9 gennaio 2013

Creepy little things

 Creepy little thing number 1.

Martedì, ore 8.27, a casa di Orlando, a colazione.

"Mamma"
"Dimmi, Bruco"
"Vojo andare a scuola"
"Davvero???? Cioè... evviva, bene, sono contenta... oddio cosa si dice in questi casi???"

Niente, l'ha detto ed era vero. E' entrato tutto saltellante in classe verde e manco m'ha salutata.
Poi quando l'ho ritirato alle 17 mi ha detto "Mamma scusa ma devo fare un gioco veloce".
Siamo usciti dall'asilo alle 17.40.
Vabbè domani vado dal parrucchiere e lo ritiro alle 18.

Creepy little thing number 2.

Martedì, ore 18.00, sulla via di casa.

"Mamma, guarda!"
"Cosa, Bruco?"
"Non hanno ancora distrutto l'albero di Natale!" (quello in piazza della chiesa, ndr)
"Si dice disfatto, non distrutto. Si vede che non hanno avuto tempo..."
"Oh, mamma guarda!"
"Oddio, cosa?"
"E' arrivato il bambino Gesù nella caverna! Possiamo vederlo da vicino? Mamma vojo vedere il bambino Gesù nella caverna"

Mio figlio ha ripetuto le parole "bambino Gesù" per ben 3 volte nella stessa frase nonostante in casa non le abbia mai sentite nominare negli ultimi 3 anni. Ho ingoiato il chewingum.

"Va bene... se ci tieni"
"Eccolo... guarda, mamma, ha solo le mutande! Come Batman. Lui che poteri ha?"
"Ehm... cammina sull'acqua" (è stata la prima cosa che mi è venuta in mente, siate magnanimi, su)
"Come me quando vado nelle pozzanghere?"
"Una specie"

Creepy little thing number 3.

La zia Lidia, che lavora in un posto in cui fabbricano manichini, ci ha portato in dono un sacchetto di mani. Erano per lo zio Davide, per i suoi esperimenti cinematografici. Ma non so se le avrà mai.

"Beeeeelle, mamma, posso prenderle?"
"E poi cosa ci fai, Bruco?"
"Ci gioco"
"Ok"
"Posso portarle a nanna con me?"

Ieri sera il Bruco è andato a letto con 3 mani di un manichino. Oltre agli abituali compagni di nanna ovvero la pecora Pepi, l'orsetto Teddy, Batman e la moto Ducati da 30 cm. E ha dormito sereno fino a stamattina.

Benvenuta in famiglia, Mano.



martedì 24 aprile 2012

Il brutto anatroccolo

Fin dalla culla il Bruco è stato "invogliato" alla lettura, tanto che il rito pre-nanna serale prevede la lettura a voce alta, in media, di 4-5 libri. (Sull'importanza e sulla follia di questa cosa tornerò più avanti in un post dedicato).
Ovviamente, avendo lui 2 anni e mezzo, i libri li leggo io, e certe sere la voglia è pari a zero, anche perchè il ragazzino è compulsivo e magari ti fa leggere lo stesso libro 4 volte di fila per un mese consecutivo.

Ora siamo nella fase delle letture a tema pannolino/vasino/cacca/pipì.

A casa di Orlando, ore 21.15.

"Bruco, perchè non scegliamo un libro diverso stasera? Ti va di leggere il brutto anatroccolo?"
"No"
"Perchè no, amore?"
"Il blutto anatloccolo non mi intelessa"

Doppio colpo al cuore.

Primo, il fatto che lui già possieda il concetto di interesse mi sconvolge.
Vivo nel terrore che un giorno mi dica "leggere non mi interessa, mi interessa la partita. Posso andare di là con papà?". Capitemi, son 31 mesi che faticosamente coltivo in lui l'amore per i libri.
(il che non significa che i libri siano meglio o escludano le partite, per carità, Interista stai sereno mentre leggi già ti vedo che protesti davanti al pc è solo che io ovviamente tiro l'acqua al mio mulino)

Secondo, il brutto anatroccolo non gli interessa.
Cioè, il brutto anatroccolo.
La mia favola preferita, la storia della mia vita, la parabola del riscatto di tutti quelli che, come me, da piccoli erano reietti e sfigati e forse un po' lo sono ancora ma adesso hanno qualche arma in più per combattere.
Quelli che per anni a scuola son stati presi per il culo perchè magari la loro madre li mandava a scuola con la pettinatura della principessa Leila e la gonna scozzese con la spilla da balia, mentre andavano di moda le gonne a palloncino e i jeans (ogni riferimento a fatti o persone è puramente intenzionale).

Poi lo guardo, e realizzo.
Lui non è un brutto anatroccolo. Lui è della schiera degli anatroccoli fighi, quelli morbidi con le piume gialline, quelli che guardano lo sfigus di turno e lo prendono in giro.
Lui è bello, e simpatico. Pure un po' paraculo.
Per questo non gli interessa la storia del brutto anatroccolo. Non ci si immedesima.

Come farò a fargli capire che i brutti anatroccoli non si prendono in giro? E che anche se si parte avvantaggiati bisogna tenere la guardia alta perchè niente è dato per scontato? Che i brutti anatroccoli poi diventano cigni e finisci con l'invidiarli un po'? E che lui è stato generato da un brutto anatroccolo, anche se non si vede, e quindi deve portare rispetto per la categoria?

"Mamma"
"Dimmi Bruco"
"Vojo leggele la stolia di Topotto che fa la cacca nel vasino"

Caro Andersen, mi spiace. Per adesso ci dedichiamo a letture più scatologiche.
Tu resta lì buono nel cassetto, che io appena si apre uno spiraglio ti ripropongo.

Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno. (H.C. Andersen)

venerdì 13 aprile 2012

Sogni d'oro, Tacchina

Come ho già raccontato qualche mese fa, il Bruco non è proprio uno di quei bambini che bramano andare a nanna. Anzi di solito la parola "nanna" scatena in lui le stesse reazioni che ha un posseduto appena sente le prime due righe del Padre Nostro. Ovvero inizia a contorcersi e cammina in verticale sui muri per sfuggire alla mia (sempre più fallibile) presa.
Fosse per lui starebbe sempre sveglio, e so che ce n'è parecchi di bimbi così, in giro.
Da aspirante madre zen mi sono sempre rifiutata di "lasciarlo piangere" nel suo lettino e sinceramente non me ne pento. Il ragazzino ora dorme, solo che... come dire, bisogna convincerlo.

A casa di Orlando, ore 21.45.

"Copeltaaaaaaaaaaaaaaa!"
"Questo non dorme più stasera" dico scorata all'Interista che alza un sopracciglio di compassione senza rispondere.
"Capito? Bisogna andare a rimettergli la coperta per la ventesima volta!"
Niente, il lobo frontale non risponde... ah ma certo, ha le pupille verdi che riflettono un campo da calcio non identificato, figurati.

Vado di là. Il Bruco ha testa al posto dei piedi e ha impiccato la sua pecora da notte Pepita alla sbarra ovest del lettino.

"Ma sei matto? Cos'è questo casino? Guarda che è notte, adesso bisogna fare la nanna!"
"Pecchè?"
"Come perchè? Perchè di notte si dorme, così va il mondo"
"Ma pecchè?"
"Perchè è ora di dormire!"
"Che ola è?"
"Come che ora è? Non importa che ora è, è buio, la giornata è finita e si dorme!"
"E tu cosa fai?"
"Adesso vado a nanna anch'io" (tragicamente vicino alla verità)
"Buonanotte Bruco"

(dopo 5 minuti)
"Tacchinaaaaaaaaaaaa! Tacchinaaaaa!"
"Cosa sta dicendo?" chiedo all'Interista in pausa pubblicità
"Tacchina"
"Come tacchina? A chi? A me?"
"Io al massimo posso fare il tacchino"
"Sì, ti ci vedo"

Vado di là.

"Cosa c'è ancora amore? Vuoi dirmi qualcosa?"
"Sì. Sogni d'olo, tacchina"

Dopo Gina e Mimma, adesso mi chiama Tacchina.
Finchè non scavalca e si accorge che in sala c'è della Night Life (scarsa ma c'è), posso accettare anche gli insulti. Ma quel giorno sta arrivando. Lo so che sta arrivando.

giovedì 8 marzo 2012

Parole parole parolacce

Il Bruco, come la maggior parte dei bambini, ama la prevedibilità ma ha il dono dell'imprevedibilità.
Nel senso che gli piacciono i rituali e i momenti che si ripetono uguali ogni giorno, ai quali però lui non reagisce sempre allo stesso modo.
Così ogni sera, a casa di Orlando, quando si va a letto non si sa mai a che ora ci si risveglierà: a volte alle 9 meno un quarto con conseguente accompagnamento al nido in ciabatte e carciofo in testa, a volte alle 3 con inserimenti plurimi di ciuccio per evitare l'evitabile.

Stanotte, a casa di Orlando, alle ore 00.40

Io e l'Interista posiamo finalmente sul materasso le nostre stanche membra di ultratrentenni.
E nello sciagurato istante in cui le doghe fanno "ciiiic", il Bruco chiama "maaaaaammaaaa...". Panico.

Emergenza ciuccio, in 6 secondi eccomi pronta col ... ma non l'ha perso, ce l'ha in bocca!?!
"Mammina, vojo letto gande"

Va bene, amore. Ti porto nel letto grande. Ma se ti porto nel letto grande con mammina e papino, fammi almeno la cortesia di dormire.
Invece no. E' stato sveglio fino alle 5, rigirandosi tra di noi come il cestello di una lavatrice impazzita.

Dopo sole 3 ore di sonno, stamattina mi alzo e mi trascino verso la cucina che manco a un provino per The Walking Dead. La Minuzza miagola, vuole da mangiare.
Prendo il piattino, ovviamente mi cade di mano e si frantuma al suolo.
"Cazzo!"

Una sagoma pigiamata e spettinata, bionda e bellissima ('tacci sua) fa capolino dalla sala.
Mi guarda con aria di rimprovero.

"Mamma! Hai detto cazzo"
"Eh amore, la mamma si è sbagliata, voleva dire che pazzo il papà a lasciare qui sul tavolo il piattino della Minù" (lo so, lo so, sto mentendo a mio figlio e sono una brutta persona)

Ma l'ho detto. Certo che l'ho detto. Ho dormito solo 3 ore, cazzo.

martedì 11 ottobre 2011

Buonanotte... giorno

In principio fu la tetta. Ma durò poco. Passammo al biberon, al dondolamento ritmico e alla ninna nanna: contemporaneamente. Non poteva mancare nessuno di quei fattori, che il teorema cadeva come i fichi maturi al suolo di fine settembre. Poi, arrivati alla soglia dei dieci chili, fu il passeggino. In casa, avanti e indietro. Tempo medio d'addormentamento: 50 minuti.
Dopo i 18 mesi, dopo aver resistito a mettere in atto pratiche filonaziste come il celeberrimo Fate la nanna di Estivill o logoranti per la personalità del genitore come il pull up/put down di Tracy Hogg, finalmente siamo riusciti nell'ardua impresa di far addormentare il Bruco nel lettino (quasi) da solo.
Ma il rito che precede questo meraviglioso momento è ormai talmente lungo che è più 'buonanotte giorno' che 'buonanotte notte'.
1. lavarsi i denti (leggi: succhiare lo spazzolino)
2. bere-sputare (leggi: bagnarsi tutto il pigiama mentre io cristono)
3. preparare la "millozza" (una sbobbona tedesca di finocchio senza zucchero che si beve senza battere ciglio)
4. leggere il libro
5. leggere il libro
6 leggere il libro
...
Siamo arrivati a quota 5 libri.
Per la serie: non ho un cazzo di voglia di dormire, mamma, e poichè ho visto che sei contenta quando mostro interesse per la cultura, ti faccio leggere all'infinito.
Ecco i nostri must: Lupo Baldo, Urlo di mamma, Dentro di me fuori di me, Giorno e notte.
And many others.
Poi, sfinita, lo prendo di peso e lo getto nel lettino "buonanotte amore bla bla bla"
E vado di là. Passa un quarto d'ora, mi rilasso sul divano, penso "anche stasera è andata".
- Mammmmaaaaaaaa! Mammmmmaaaaa!


Ed è ancora nel lettino con le sbarre. Per quando potrà scendere da solo, sto approntando una playlist per l'afterhour. E io che pensavo di stare diventando vecchia.