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lunedì 11 marzo 2013

Antidepressivi naturali

Ci sono giorni in cui apri gli occhi e preferiresti non averlo fatto.
Giorni in cui ti piomba addosso l'insostenibile pesantezza dell'essere, in cui ti ricordi che la sera prima la tua squadra del cuore ha perso in maniera imbarazzante, in cui la prima cosa che vedi sono i Mav di esorbitanti spese di condominio da pagare, in cui rammenti che hai una riunione di lavoro a cui proprio non vorresti prender parte.
Giorni in cui dovrebbe piovere e invece c'è il sole, e niente sta più sul cazzo del sole quando hai l'umore nero. Giorni in cui non è successo niente di particolarmente brutto ma neanche niente di bello, ed è lunedì e non hai alcuna prospettiva esaltante neanche per il weekend venturo.

Avessi il dono della sintesi (che in effetti ho ma oggi non mi va di impegnarmi) direi semplicemente "ci sono giorni di merda".

Ecco, in giorni così, come oggi, ho voglia di una cosa sola: cazzeggiare in compagnia del Bruco.
Perchè lui è l'unico, davvero l'unico, in grado di cambiarmi l'umore.

Perchè lui è uno che mentre lo accompagni a scuola, malmostosa e taciturna, ti chiede:

"Mamma, stai bene?"
"Sì, amore. E' che stamattina dovevo fare un sacco di cose e me le son dimenticate tutte"
"Cosa ti sei dimenticata?"
"Caricare la lavatrice, mandare una mail, prendere la busta gialla sul tavolo, tagliarmi le unghie..."
"Eh sì, mamma, te le devi tagliare, le unghie" mi dice tutto serio.
"Altrimenti diventi come la mamma di Wolverine"

Ma uno così, come si fa a non amarlo? E' un antidepressivo naturale.

mercoledì 9 gennaio 2013

Creepy little things

 Creepy little thing number 1.

Martedì, ore 8.27, a casa di Orlando, a colazione.

"Mamma"
"Dimmi, Bruco"
"Vojo andare a scuola"
"Davvero???? Cioè... evviva, bene, sono contenta... oddio cosa si dice in questi casi???"

Niente, l'ha detto ed era vero. E' entrato tutto saltellante in classe verde e manco m'ha salutata.
Poi quando l'ho ritirato alle 17 mi ha detto "Mamma scusa ma devo fare un gioco veloce".
Siamo usciti dall'asilo alle 17.40.
Vabbè domani vado dal parrucchiere e lo ritiro alle 18.

Creepy little thing number 2.

Martedì, ore 18.00, sulla via di casa.

"Mamma, guarda!"
"Cosa, Bruco?"
"Non hanno ancora distrutto l'albero di Natale!" (quello in piazza della chiesa, ndr)
"Si dice disfatto, non distrutto. Si vede che non hanno avuto tempo..."
"Oh, mamma guarda!"
"Oddio, cosa?"
"E' arrivato il bambino Gesù nella caverna! Possiamo vederlo da vicino? Mamma vojo vedere il bambino Gesù nella caverna"

Mio figlio ha ripetuto le parole "bambino Gesù" per ben 3 volte nella stessa frase nonostante in casa non le abbia mai sentite nominare negli ultimi 3 anni. Ho ingoiato il chewingum.

"Va bene... se ci tieni"
"Eccolo... guarda, mamma, ha solo le mutande! Come Batman. Lui che poteri ha?"
"Ehm... cammina sull'acqua" (è stata la prima cosa che mi è venuta in mente, siate magnanimi, su)
"Come me quando vado nelle pozzanghere?"
"Una specie"

Creepy little thing number 3.

La zia Lidia, che lavora in un posto in cui fabbricano manichini, ci ha portato in dono un sacchetto di mani. Erano per lo zio Davide, per i suoi esperimenti cinematografici. Ma non so se le avrà mai.

"Beeeeelle, mamma, posso prenderle?"
"E poi cosa ci fai, Bruco?"
"Ci gioco"
"Ok"
"Posso portarle a nanna con me?"

Ieri sera il Bruco è andato a letto con 3 mani di un manichino. Oltre agli abituali compagni di nanna ovvero la pecora Pepi, l'orsetto Teddy, Batman e la moto Ducati da 30 cm. E ha dormito sereno fino a stamattina.

Benvenuta in famiglia, Mano.



lunedì 7 gennaio 2013

Di lunedì

La prima settimana dell'anno è quasi andata, e con lei anche il primo tragico lunedì, quello in cui devi puntare una vera sveglia, alzarti, constatare allo specchio i danni di due settimane di gozzovigli, preparare la colazione, e soprattutto convincere tuo figlio che la festa è finita e gli amici sono tutti all'asilo che lo aspettano.
Mettetevi nei panni di un treenne (non dovrebbe essere difficile visto che tutti lo siamo stati): per oltre due settimane ha vissuto senza orari, sommerso di regali, rimpinzato di dolci e in costante presenza di amici, amichetti e parentame vario.

Nel dettaglio, il Bruco ha vissuto per ben tre giorni in casa con la sua amichetta Viola sviluppando un'immediata dipendenza dalle donne, ha riabbracciato la fidanzatina del nido Vittoria, ha soggiornato a momenti nella camera dei suoi cuginetti preferiti (praticamente una ludoteca), ha giocato con l'amico milanista Leo (eddai, tutti abbiamo un amico milanista prima o poi - e il Bruco l'ha accolto al grido di "ancora quella maglietta????!!!), ha esultato stracciando lo zio Ale a uno strano gioco da lui chiamato "mazz'e' golf", ha provato la vertigine di lanciarsi ripetute volte a mo' di kamikaze su un futon col suo compagno di merende unenne Giorgino, ha chiesto e ottenuto dalla Befana tre cannoncini ripieni di crema assicurandosi che "a te mamma ha portato il carbone?".
"Avrebbe dovuto?"
"No perchè io ti adoro"
"Grazie, Bruco, sei molto caro"
"Prego"

E così stamattina alle ore 8.10 è scattata la domanda: "Mamma, dove andiamo?"
"..." (attimo di suspence)
"A scuola"

Ha protestato. Parecchio.
Ma la parola d'ordine in questi casi è "distrazione".
Bisogna distrarli, per sopravvivere. Colpirli nei loro punti deboli, ammansire la furia accendendo l'interesse.
"Guarda, Bruco, hai ragione, oggi è proprio una giornata difficile. Secondo me ci serve l'aiuto dei Supereroi"

Lui si è placato.
Poi siamo andati a scuola con la canotta di Spiderman, la maglietta di Capitan America, le mutande dell'Incredibile Hulk, il pupazzo di Batman e pure un generico robot anni '80 che come scorta un robot armato di razzi fotonici fa sempre comodo.

C'è chi beve quattro caffè e chi si circonda di Supereroi.
Qualunque sia la vostra droga, buon primo lunedì dell'anno.

lunedì 3 dicembre 2012

Cose che capitano a chi

Dopo 5 giorni di latitanza e clausura dentro il Palazzo di Vetro, l'Interista è tornato da New York.
Cinque giorni che la sottoscritta ha trascorso rosicando e riflettendo sulla questione della (utopistica) parità dei sessi (ma soprattutto rosicando).

Perchè, anche se teoricamente una madre può andarsene via una settimana around the world esattamente come un padre, la verità è che per un padre resta assai più facile farlo, e soprattutto il nocciolo della questione non sono quei cinque giorni o quelle cinque ore in più di lavoro a settimana richieste, pretese o date per scontate: il nocciolo della questione è che le donne "non possono avere tutto", che poi è anche il titolo di un articolo molto discusso nelle ultime settimane, scritto da una tizia che sembrava averlo, quel tutto, e invece no.
Sto parlando di Anne-Marie Slaughter, una professoressa di scienze politiche a Princeton che aveva l'incarico di direttrice della pianificazione delle politiche al dipartimento di stato americano e che niente, a un certo punto si è licenziata perchè era 'impossibile' gestire il lavoro e la maternità, ovvero era impossibile avere tutto.
Se volete approfondire, qui trovate un articolo del Post sulla vicenda e sulle discussioni che ne son seguite, e qui l'articolo originale della Slaughter.

Personalmente, e parlo da privilegiata perchè ho la fortuna di lavorare in un posto che mi consente orari flessibili e di avere colleghi molto tolleranti, credo che in fatto di conciliazione siamo ancora agli albori della civiltà.
Tanto viene detto, poco viene fatto, periodicamente se ne riparla, ma il problema della conciliazione tra lavoro e famiglia è affidato pressochè esclusivamente alle risorse individuali (e non è problema solo nazionale).
Finita da un pezzo l'era delle famiglie allargate e dei bambini nei cortili, si può solo sperare di avere dei nonni disponibili, o tanti soldi per una brava babysitter.
Il fatto è che il problema va anche oltre a questo. Presumibilmente alla Slaughter non mancavano i soldi per la babysitter. Il problema è quell'"imperativo materno" per cui non esiste per le donne una vera scelta.
Comunque la si voglia pensare, i tempi e le modalità del lavoro andrebbero ripensati per tutte, e quindi per l'intera società, nell'idea di accompagnare e favorire la maternità, o anche solo di renderla meno difficile.

E comunque, dopo 5 giorni di rosicamento, l'Interista è tornato a casa di Orlando.

"Papà cosa mi hai portato da NiuYok?"
"Una cosa fichissima, Bruco"

E ha tirato fuori una foto. La foto più ridicola di sempre, un suo ritratto in posizione da battaglia insieme a tre tizi vestiti da Capitan America, Iron Man e Spiderman.
E il Bruco si è talmente innamorato di questa foto che stamattina ha voluto portarla a scuola.
Facendola vedere a tutti, maestre comprese, che se la passavano in corridoio ridacchiando sotto i baffi.
L'Interista sta ancora morendo di vergogna.
Io è da stamattina che ogni tanto ci penso e sogghigno con perfidia.

Del resto, sono cose che capitano a chi va cinque giorni a New York. O no?!





lunedì 19 novembre 2012

Io sono Olverin

Capita poi un giorno, dopo anni di reclusione e scarsa vita sociale, che tuo figlio inizi a crescere e non dorma più il pomeriggio.
Capita che vivendo a Milano ci siano sempre un sacco di cose da fare.
Capitano weekend in cui tuo figlio treenne fa più vita sociale di te.

Sabato mattina all'EICMA con l'Interista (che ha visto poche moto e perso molti anni di vita per via di fughe improvvisate del Bruco, fortunosamente sorvegliato anche dallo zio e dal cuginetto ottenne), sabato pomeriggio merenda con l'amichetto Giorgio (che per fortuna ancora non parla altrimenti avrebbe fanculizzato il Bruco ostinato a non prestargli neanche uno dei suoi giochi), sabato sera cena con l'amichetto Victor (a un certo punto della serata abbiamo tentato di abbatterli come dei cavalli impazziti, ma niente, hanno vinto loro).

Domenica mattina all'Acquario Civico per BookCity ma soprattutto per i pesciolini ("Mamma, guarda! Questo qui assomiglia a quello che abbiamo mangiato l'altro giorno!" "Ma quale, la torpedine?" "No, quello coi baffi"), domenica a pranzo dalla Nonna, domenica pomeriggio a teatro a vedere la favola dei Tre Porcellini che doveva essere per bambini dai tre anni in su ma uno dei protagonisti si chiamava Giggi er Porco e mentre la sala era tutta un riso e uno schiamazzo il Bruco restava impassibile con la faccia seria seria che pareva me quando per lavoro dovevo andare alle anteprime dei cinepanettoni (così piccolo e già culturalmente avanti, bbello de mamma tua).
Gita finale a una festa di via con la zia Lidia e annesso slalom ("Guarda mamma, ci sono i palloncini a forma di moto!" "Ma dove amore? Io non li vedo")

E niente, alle ore 21.30 di ieri, dopo una girandola senza sosta di autobus-camminate-luoghi-persone, gli ho detto: "Bruco ma non sei stanco? Perchè io sto per accasciarmi al suolo, qui, ora, in bagno e senza pigiama"
"No, mamma. Io sono Olverin"
L'ha detto sventolando un pugno e con l'espressione da duro.
Intendeva Wolverine, la sua ultima scoperta in fatto di supereroi.

"Ah ecco. Mi sembrava"
"Anche tu mamma sei un superoe?"
"Non lo so, Bruco, tu che dici?"
"Secondo me sì. Siamo due supereroi"

Se lo dice lui bisogna crederci. Siamo tutti supereroi.


martedì 9 ottobre 2012

L'incredibile Lhuk

Oggi fa un mese che il Bruco frequenta la scuola materna.
Non sembra averla presa molto bene.

Ogni mattina, a casa di Orlando, ore 7.55.

"Buongiorno, Bruco! Il galletto ha cantato... dai, scendi dal letto che ci vestiamo"
"Dove andiamo oggi?"
"Amore, perchè me lo chiedi tutte le mattine? Io vado a lavoro, e tu vai a scuola"
"Noooooooooooooooooo!!!!!!! Basta con questa scuola!!!! Non mi fanno neanche andare in giardino!!!"
(per la serie "questa non è 'na vita, è 'na galera")

"Bruco mi dispiace che la scuola non ti piaccia, ma io devo lavorare"
"E il papà?"
"Il papà anche"
"Non è vero, lui gioca in partita"
"No amore, fidati. Se lui "giocasse in partita" io non dovrei andare a lavoro"

(tentativo numero 2)
"Mamma, ho male alla gamba"
"Come mai, Bruco?"
"Mi hanno picchiato a scuola"
(a stento non scoppio a ridere)
"Bruco non si dicono le bugie"

(tentativo numero 3)
"Mamma, se vado a scuola divento come l'incredibile Lhuk"
"Uhm. Questo è grave, in effetti. E come diventa l'incredibile Lhuk?"
"Tutto verde"
"Apperò. E come mai diventa verde?"
"Perchè mangia troppo veloce"
"E tu mangi troppo veloce?"
"Sì. Perchè sono un supereroe"

Care maestre, pare che per i prossimi tre anni avrete in classe un piccolo supereroe verde.
Vi farei pervenire delle istruzioni per l'uso, ma confido che sarà lui stesso a fornirle: oltre ad essere verde e a mangiare veloce, ha la lingua parecchio sciolta.


mercoledì 13 giugno 2012

Le mutande di Spiderman

Prima o poi arriva per tutti nella vita il momento di spogliarsi.
Di certe abitudini, s'intende, e di vestire altri panni.
Dopo lunga opera di convincimento, dopo essere rimasto l'unico bambino del nido ad averlo, alla tenera età di 2 anni e otto mesi, il Bruco è senza pannolino.

Senza.

Non suona bene? Mica sempre.

Già perchè una per mesi dice "non vedo l'ora che tolga il pannolino, sono stufa di comprare pannolini, stufa di cambiare pannolini, di controllare come prima cosa ovunque io vada se c'è un fasciatoio (o simili)"

L'ho cambiato su dorsi di lavatrici, su pavimenti luridi di bagni pubblici, su divani da amici, sulle panchine dei parchi, in piedi in mezzo alla strada.
Poi arriva il giorno e lui ti dice che vuole le mutande.
E tu sei talmente entusiasta che gli chiedi pure di che colore le vuole.

"Vojo le mutande di Winnie, mamma" (Winnie The Pooh, ovviamente)
Perfetto. Le cerco. Le trovo.

Ore 17.15, a casa di Orlando.

"Mammaaaaaaaaaaaa, pipì!"
(segue corsa fantozziana in bagno)
"Vai Bruco, eccoci!"
"Mamma, non mi hai messo il liduttole"
Non gli ho messo il riduttore. Già perchè senza riduttore cadrebbe dentro il water.
"Ecco il riduttore"
(segue un quarto d'ora di domande di varia natura tra cui "plima di noi chi abitava in casa mia?")
"Non esce, mamma"
"Non importa amore, sarà per la prossima" (stronza pipì...)

Ore 17.30, a casa di Orlando.

"Mammaaaaaaaaaa, pipì!"
(idem come sopra, ma stavolta gli metto il riduttore)
"No mamma, non lo vojo. Mi tengo in bilico"
Neanche stavolta è quella buona.

Al quarto tentativo la fa. Applausi e scene di giubilo che neanche se vinci alle Olimpiadi.

Ore 18.15, al parco.

"Mamma, cacca!"
Noooooooooooooo la cacca al parco no!!!! Ma non è possibile, si è tolto il pannolino da poche ore e mi è già capitato tutto il campionario della sfiga da ex-pannolinato!
"Ok, Bruco, andiamo a farla vicino all'albero che agli alberi fa sempre bene un po' di concime"
"L'albelo mangia la mia cacca, mamma?"
"Una specie. Ma solo se siamo in giro e non c'è un cesso"
"Cos'è un cesso?"
"Un water, amore. Ho detto cesso? Ho sbagliato"
Devo mantenere la calma devo mantenere la calma devo mant... è seduto a covaccioni e invece di fare quello che mi ha detto fà la pipì, bagnandosi pantaloni, mutande, calze e scarpe.

Mi guarda, per vedere la mia reazione. Minata nel fisico e nello spirito, io non ho il coraggio di rialzarmi.

"Mamma. Io vojo le mutande di Spaidelmen pecchè Winnie fa la pipì quando vuole lui"

Mi sa proprio che in questo caso ci serve l'aiuto di un supereroe.

venerdì 6 aprile 2012

Chi ha paura dell'Uomo Ragno?

Appena fuori casa di Orlando, ore 18.00.

Tento di aprire il portone mentre dalla borsa mi escono cose che Mary Poppins sarebbe impallidita e tre vecchietti davanti al bar lì accanto mi guardano basiti.

"Mamma posso gualdale la pozzanghela?"
"Sì, Bruco, solo guardare però, che hai le scarpe nuove e sono pure bianche (e poi odio lavare le scarpe ma questo non è necessario che tu lo sappia)"
"Okkey, mamma"

Dopo 30 secondi, quando finalmente riesco a infilare la chiave e il portone fa clic, alle mie spalle, preso da raptus incoercibile, il Bruco si lancia "abbomba" dentro una pozzanghera di almeno 3 metri di diametro.
Mi scatta un'ira funesta tale che il Pelide Achille se la farebbe sotto.
Urlo come una Regan MacNeil qualunque mentre lui tra le lacrime blatera che è colpa di Peppa Pig (sempre detto io che la tv è diseducativa), giunti a casa lo spoglio e lo lancio nella vasca.
Lui sta dentro mezzora, in completo silenzio.

Poi alza gli occhi e mi guarda.
"Ti chiedo scusa, mamma. Non l'ho fatto apposta. E' che ho paula dell'Uomo Lagno"
(a stento trattengo le risate)
"Che c'entra l'Uomo Ragno, amore?"
"Salta. Mi fa paula"
"Ma no, l'Uomo Ragno è un supereroe buono..."
"Eppelò non ha i occhi..."
(ecco, Interista, te l'avevo detto di non lasciare i tuoi fumetti sparsi in ogni dove, che il ragazzino si terrorizza, è ancora piccolo)
"Ma no, è solo una maschera... lui è uno come te, solo che poi si mette il costume e diventa fichissimo"
"Come il papà?"
(oddio che costume si mette il papà? mi devo preoccupare?)
"Quale costume amore?"

Non risponde. Intenderà la divisa del calcetto? O la tenuta da casa per fare le pulizie?

Certo che i bambini son proprio bravi a cambiare argomento. E farti passare le incazzature.


martedì 13 dicembre 2011

Esorcismi natalizi

"Quest'anno il condominio non riceverà la tradizionale benedizione natalizia della famiglie" recita il biglietto della parrocchia trovato ieri nella casella della posta e allegato a santini di varia natura e mappe della chiesa di quartiere per pecorelle smarrite.
Ma come? dice l'Interista. Ci son rimasto male...
Ma se tanto non li facevamo entrare?!
Poi scusa, tu ci verresti a benedire un condominio posseduto al 60% da una vecchia stronza posseduta che ha obbligato il capocantiere a dipingere la facciata di giallo paglierino nonostante il parere contrario del resto dei condomini? Qua più che una benedizione ci serve un esorcismo natalizio.

Mamma, il bambino è malato?
Quale bambino, amore?
Bambino scende da stelle al freddo e "gièlo"... (canticchia)
Ah, quel bambino... (ci risiamo. e ha pure la fronte corrucciata, vedo che la cosa lo turba)
No, amore. E' morto giovane, ma non è malato. Cioè, non si può ammalare per contratto, capito?
Come Spiderman?
Più o meno.

giovedì 24 novembre 2011

Piccoli supereroi (non) crescono

Li possediamo quasi tutti. Contro la mia volontà.
Non perchè abbia qualcosa contro i supereroi - per inciso il mio preferito è Spiderman, incarnato da Tobey Maguire, ehm - ma perchè sono tra i responsabili del recente (e permanente) tracollo economico dell'Orlando Family.
Ci fu un tempo, non troppo lontano, in cui l'Interista venne colto da raptus improvviso e decise di aderire ad un bella e tanto cara (arghhhh) iniziativa editoriale sui Supereroi, alla modica cifra di 10 euri a botta, che sembrano pochi ma sono troppi.

100, per l'esattezza, dai più noti a quelli con nomi improbabili e impronunciabili, che attualmente stazionano stipati alla carlona nel mobile buffet sotto la tv.

Poichè la mela non cade mai lontano dall'albero, il Bruco sembra aver sviluppato un'insana passione per questi preziosissimi volumi: "Mamma posso?" chiede con la bava alla bocca in astinenza precoce da fumetto. "Cristo ma hai solo 2 anni!". Sì, amore prendi tutto quello che vuoi distruggi la casa sbava per terra ma non strappare le pagine se no tuo padre mi defollowa dalla sua vita.

Ma che dico?! Tuo padre, Lui, manco se ne accorge in questo momento: è troppo impegnato a guardare Milan-Barcellona esultando come un'ossesso quando il Barca segna.

Ma sei matto? Gli dico. Il Bruco si spaventa. E poi manco fosse la tua squadra!

"Qualunque squadra giochi contro il Milan è la mia squadra"

Certi bambini crescono in fretta, certi altri non crescono MAI...