martedì 13 dicembre 2011

Esorcismi natalizi

"Quest'anno il condominio non riceverà la tradizionale benedizione natalizia della famiglie" recita il biglietto della parrocchia trovato ieri nella casella della posta e allegato a santini di varia natura e mappe della chiesa di quartiere per pecorelle smarrite.
Ma come? dice l'Interista. Ci son rimasto male...
Ma se tanto non li facevamo entrare?!
Poi scusa, tu ci verresti a benedire un condominio posseduto al 60% da una vecchia stronza posseduta che ha obbligato il capocantiere a dipingere la facciata di giallo paglierino nonostante il parere contrario del resto dei condomini? Qua più che una benedizione ci serve un esorcismo natalizio.

Mamma, il bambino è malato?
Quale bambino, amore?
Bambino scende da stelle al freddo e "gièlo"... (canticchia)
Ah, quel bambino... (ci risiamo. e ha pure la fronte corrucciata, vedo che la cosa lo turba)
No, amore. E' morto giovane, ma non è malato. Cioè, non si può ammalare per contratto, capito?
Come Spiderman?
Più o meno.

lunedì 12 dicembre 2011

Un albero "verde" (e un po' nerazzurro)

Questo è l'Anno. Il primo vero anno in cui il Bruco afferra e capisce il concetto di Natale, che fino ad oggi non si era praticamente mai manifestato in casa di Orlando in quanto entrambi i suoi genitori sono piuttosto miscredenti e rifuggono da tutte quelle amenità in stile Frank Capra (con due eccezioni: il panettone e lo Schiaccianoci).
Ma ora che l'asilo è tappezzato di alberelli, ghirlande, agrifoglio e pupazzetti di neve, ora che lui canta "tu scendi dalle stelle" senza che io gliel'abbia mai insegnato e nomina Babbo Natale senza che io l'abbia mai nominato, ho pensato che almeno sull'albero di Natale avrei potuto cedere: perchè poi l'albero di Natale può essere un bel veicolo di insegnamenti "green".
Non potendo comprare questo meraviglioso albero di legno (che secondo me con un po' di impegno uno potrebbe anche costruirsi da sè e ormai ci pensiamo per l'anno prossimo) abbiamo riciclato quello di famiglia, che è artificiale, è vero, ma ha ben 19 anni di vita, ci è stato passato dalla nonna e reca un etichetta con scritto Made in Italy, che comunque è sempre meglio di farsi migliaia di chilometri dalla Cina inquinando a più livelli l'atmosfera.
Poi le decorazioni: le "pije" raccolte al mare quest'estate (che sarebbero le pigne se solo lui sapesse pronunciare la "gn"), una manciata di biscotti sbilenchi da noi stessi preparati, tutto lo zoo disponibile nella sua cameretta attaccato con la corda (e non immaginate quanto renda speciale il Natale vedere un bradipo di pezza che penzola a mo' di impiccato sul ramo d'abete), un pinocchio di legno, qualche tappo di sughero. Niente di comprato ad hoc, niente neve finta nociva per l'ozono, niente fili d'angelo et similia.
Certo l'effetto è un po' anticonvenzionale, ma rende l'idea.
Mamma, quetto anche!
Questo? Amore perchè vuoi metterti il cappello del papà, siamo in casa, non ti serve...
No, quetto lì!
Certo. Come ho fatto a non pensarci. Al posto di un punta metallizzata o una stella plasticona, cosa di meglio in cima all'albero di Natale se non un bel berretto di lana con lo stemma dell'FC Internazionale?
In fondo anche quello, a suo modo, è verde.

martedì 6 dicembre 2011

The Kiwi's Eater

Avete presente essere abituate a dividere il desco con due Obelix, uno formato mini e l'altro formato... quasi Obelix? (Quanto alla fame, s'intende).
Loro, padre e figlio, per adesso hanno in comune questo: la passione per il cibo.
Lui, l'Interista, se non ingerisce un tot di carboidrati al giorno si innervosisce che neanche quando l'Inter è in procinto di cambiare allenatore; l'altro, il Bruco, è capace di pronunciare la parola "tarallo" fino a cento volte di fila, se non ottiene il prezioso cerchietto pugliese tra le sue manine cicciotte, ed è di quelli che all'asilo chiedono sempre il Bis (e ci vuole coraggio per chiedere il Bis dei pasti dell'asilo, giuro).
Ma da qualche giorno, le cose sono cambiate.
A casa di Orlando non mangia più nessuno.

Uno è troppo depresso per le recenti vicende della sua squadra del cuore: dopo la partita con l'Udinese e la buccia di banana di Pazzini, neanche il carboidrato lo tira su di morale - sì, ha avuto anche una piccola gastroenterite, ma cosa vuoi che sia quando sei a 15 punti dalla capolista?
L'altro, non si è capito il motivo, non vuole più niente. Sputa i tortellini, il risotto, il prosciutto cotto e pure la pasta al pomodoro. E, da giorni, chiede una cosa sola.
Kiwi, mamma.
Kiwi? Amore sei sicuro? Preferisci il kiwi ai tortellini?
Sì, Kiwi giallo.
Ipotesi N°1: Mio figlio è vegano.
Ipotesi N°2: Mio figlio non è mio figlio (cioè i tortellini, cazzo).
Ipotesi N°3: Mio figlio è interista.

Quindi (quasi sempre) depresso, come ogni vero Interista.

martedì 29 novembre 2011

Le donne i cavalier l'arme gli amori

Soprattutto la seconda che hai detto, almeno per l'Interista che, oltre a vedere tutto sotto una luce nerazzurrina, è rimasto fermo più o meno al Medioevo. Quanto a immaginario, s'intende.
Sogna un mondo popolato di cavalieri, singolar tenzoni, battaglie senza fucili all'insegna dell'onore, e anche perchè no, draghi e magia (il Fantasy è la sua seconda malattia pur non essendo mai stato un vero nerd).
Sarà anche per questo che abbiamo chiamato nostro figlio col nome di un paladino, innamorato, coraggioso e folle, immerso nell'epica della sua vita, eroe per eccellenza dell'intera tradizione letteraria occidentale.

Dopodichè, il Bruco per il momento non è ancora entrato in contatto nè con l'idea di cavaliere nè tantomeno con quella delle armi, nonostante il fatto che ieri mattina all'asilo il compagno di classe Aaron Smith si sia presentato con un mitra giocattolo (??!!? O_o).
Solo donne e solo amori, per il momento, com'è sacrosanto.
Poi nel pomeriggio mi arriva una mail con oggetto "Ci iscrivo il Bruco".
All'interno, solo un link: Scuola di Spada Medievale Cavalieri di Ranaan Milano.

Per consolarmi mi sforzerò di pensare che, senza cavalieri, i cantastorie avrebbero avuto molte meno storie da raccontare.

giovedì 24 novembre 2011

Piccoli supereroi (non) crescono

Li possediamo quasi tutti. Contro la mia volontà.
Non perchè abbia qualcosa contro i supereroi - per inciso il mio preferito è Spiderman, incarnato da Tobey Maguire, ehm - ma perchè sono tra i responsabili del recente (e permanente) tracollo economico dell'Orlando Family.
Ci fu un tempo, non troppo lontano, in cui l'Interista venne colto da raptus improvviso e decise di aderire ad un bella e tanto cara (arghhhh) iniziativa editoriale sui Supereroi, alla modica cifra di 10 euri a botta, che sembrano pochi ma sono troppi.

100, per l'esattezza, dai più noti a quelli con nomi improbabili e impronunciabili, che attualmente stazionano stipati alla carlona nel mobile buffet sotto la tv.

Poichè la mela non cade mai lontano dall'albero, il Bruco sembra aver sviluppato un'insana passione per questi preziosissimi volumi: "Mamma posso?" chiede con la bava alla bocca in astinenza precoce da fumetto. "Cristo ma hai solo 2 anni!". Sì, amore prendi tutto quello che vuoi distruggi la casa sbava per terra ma non strappare le pagine se no tuo padre mi defollowa dalla sua vita.

Ma che dico?! Tuo padre, Lui, manco se ne accorge in questo momento: è troppo impegnato a guardare Milan-Barcellona esultando come un'ossesso quando il Barca segna.

Ma sei matto? Gli dico. Il Bruco si spaventa. E poi manco fosse la tua squadra!

"Qualunque squadra giochi contro il Milan è la mia squadra"

Certi bambini crescono in fretta, certi altri non crescono MAI...

mercoledì 23 novembre 2011

First time he said my name

L'ha detto. Tutto intero, tutto giusto.
Chi conosce il mio nome, sa perchè questa è una Notizia ;)

venerdì 11 novembre 2011

I piedi non contano, ma il picciolo sì

Praticamente più lo guardo e più penso che non sia figlio mio: dai piedini obesoidi al colore dei capelli, dalla bocca all'ingiù al nasino diritto, dagli occhi blu alle mani spropositatamente grandi.
Il Bruco è un clone di suo padre, dalla logorrea fino all'interismo più sfrenati.
Però ieri è successa una cosa che è se possibile più confortante di un test del DNA (di cui peraltro non avrei bisogno avendolo io partorito con MOLTISSIMO dolore): con una mela in mano è venuto verso di me e mi ha detto "mamma, togli picciolo?"

PICCIOLO.
Ha detto picciolo. Ha solo due anni e conosce parole che i quindicenni di oggi manco per sbaglio.
Ma poi neanche gliel'avessi insegnata intenzionalmente.

La forma dei piedi non conta, se puoi avere un picciolo tutto per te.

PS: In questi giorni di crisi economica, di governo e di tutto il resto, avere in casa un bambino di 2 anni che impara a dare il giusto nome alle cose è l'unico motivo di speranza che possiedo.